«Gorizia è una città meravigliosa» Manfredi mattatore a “Contea”

Il noto scrittore e archeologo protagonista ai Giardini. Ha conquistato la platea parlando di Nerone
Bumbaca Gorizia 25_09_2020 Contea, Maifredi © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 25_09_2020 Contea, Maifredi © Foto Pierluigi Bumbaca

“Contea” quale festa di cultura, con personaggi di assoluto rilievo. E ieri, il primo “big”, se vogliamo chiamarlo così, è giunto a Gorizia per tenere una conferenza sul tema “Una straordinaria avventura tra coraggio e follia”.

Si tratta di Valerio Massimo Manfredi, personaggio assai poliedrico: scrittore, storico, archeologo, sceneggiatore, conduttore televisivo e accademico. Non è la prima volta di Manfredi a Gorizia, che per lui è «una città meravigliosa». Anche perché sente di avere uno spirito patriottico: suo nonno aveva combattuto nella Grande Guerra, tra l’altro dicendo di aver visto la caduta di Francesco Baracca, il leggendario asso dell’aviazione. È grande amico di Paolo Maurensig, goriziano, che è nato nel suo stesso giorno e nel suo stesso anno. E della nostra città hanno parlato parecchio.

Giunto in città, Manfredi è stato accolto dal sindaco Rodolfo Ziberna e dall’assessore alla Cultura, Fabrizio Oreti, come ai “big” si conviene. Quindi, dopo una breve sosta in albergo, ha raggiunto il luogo della conferenza: la tenda Mainardo dei Giardini Pubblici, con i suoi 168 posti a sedere, peraltro dopo la violenta grandinata di cui diamo conto in un’altra parte del giornale.

Per fortuna, la tempesta è passata e la manifestazione è potuta ricominciare. Nell’occasione, Manfredi è stato intervistato dal giornalista Alex Pessotto, subito chiarendo il titolo del suo intervento. «Nella seconda metà del primo secolo dopo Cristo, per essere più precisi nel 62-63 circa, un gruppo di legionari romani, e anche di pretoriani (un fatto assai strano, perché i pretoriani non lasciavano mai la capitale), hanno risalito il Nilo fino alla sorgente. Se pensiamo che la scoperta della sorgente del Nilo ha costituito un vero e proprio rompicapo fino all’800, una delle mete più ambite, l’impresa assume proporzioni impressionanti».

Contenuta nel libro “Antica madre” (Mondadori, pagg. 228, euro 19), la vicenda non ha mancato di appassionare il pubblico, grazie alle capacità di Manfredi di appassionato, dotto ed esperto divulgatore. Né sono mancati, nel raccontare la singolare avventura, riferimenti tanto a Nerone quanto a Seneca, entrambi fortemente legati all’impresa, e ad altri personaggi storici al centro del lavoro di Manfredi.

«Due centurioni che, guidando la spedizione hanno risalito il Nilo per sei mila chilometri fino al lago Vittoria, hanno scritto un diario e quando sono tornati l’hanno dato a Seneca, che cita un passaggio dal diario di questi ufficiali – ha affermato l’autore –. Tra noi e gli esploratori c’è un uomo, che fa da tramite: Seneca, appunto».

L’appuntamento rappresentava anche il prologo del festival AlienAzioni, organizzato dall’associazione Gorizia Spettacoli, che, in questi giorni realizzerà anche altri due appuntamenti: la conferenza di Angelo Floramo prevista per domani, alle 11, alla tenda Mainardo, dal titolo “Contea, una terra tra frontiere, confini e derive” e, alle 18, la presentazione, in prima nazionale, sempre lla tenda Mainardo, dell’ultimo libro di Paolo Mieli, uscito questa settimana: “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria”.

Oggi, la manifestazione va avanti con la speranza e l’auspicio che venga risparmiata dal maltempo che ha creato più di qualche disagio e non soltanto alla riuscita della kermesse stessa, all’edizione zero. —

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