Gorizia, la Sdag cerca un nuovo presidente

L’attuale numero uno della società di gestione dell’autoporto Giorgio Milocco ha deciso di dimettersi. La scelta diventerà ufficiale il 29 aprile: «Devo rifiatare». La struttura sta per rilanciare progetti per 14 milioni di euro
Di Francesco Fain

Il suo mandato scadrebbe il prossimo anno. Ma Giorgio Milocco, presidente della Sdag, ha deciso di lasciare. Nessuna polemica, niente porte sbattute, semplicemente la necessità di tirare il fiato. «Ho 73 anni. Ho lavorato per 40 anni in banca, 8 li ho passati guidando le municipalizzate e da 5 sono presidente della Sdag. Ho bisogno di rifiatare un po’. Peraltro, nei prossimi anni, quest’impegno diventerà ancor più pesante e assorbente: si prefigura per la Sdag un periodo di ulteriori difficoltà determinate dall’ingresso nell’Ue della Croazia. Un cambio di gestione sarebbe positivo: porterebbe freschezza e permetterebbe di conseguire risultati soddisfacenti per la società che ho avuto il privilegio di rappresentare».

Il 29 aprile prossimo ci sarà l’assemblea in cui si prenderà atto della decisione di Milocco e si procederà con la nomina del nuovo presidente, sul nome del quale la nebbia è fitta. «Ringrazio Milocco di tutto ciò che ha fatto. Ha gestito con professionalità l’autoporto in un momento di difficoltà», le parole del sindaco Ettore Romoli.

Passiamo ai conti economici. La drastica riduzione della redditività della Sdag nel 2012 rispetto al 2011 risulta sostanzialmente da tre fattori significativi: la riduzione degli incassi da ticket per 117mila euro (a fine agosto 2012: –66mila); minori contributi incassati su progetti europei in via di esaurimento per 126mila euro; ridotta incidenza dell’incremento del valore delle immobilizzazioni con il concorso di lavori interni, per le motivazioni di cui al punto precedente, per 172mila euro. «Complessivamente, quindi, ben 415mila euro in meno rispetto al 2011, in parte compensati da maggiori introiti derivanti dal lavoro nei magazzini, l’occupazione delle celle frigo, e dal notevole incremento dei ricavi da fotovoltaico, in presenza di una riduzione dei tassi interesse applicati dal sistema creditizio ai mutui perfezionati a sostegno degli investimenti nell’impianto - ha spiegato di recente lo stesso Milocco -. Alle criticità derivanti dall’entrata della Croazia nell’area Schengen, che farà venir meno la necessità di attività doganali per una cospicua quota di veicoli pesanti in transito attraverso il nostro sistema autoportuale, la Sdag sta rispondendo per contrastare queste avversità con azioni diverse, sviluppate su più direttrici».

Tutto ciò a cominciare dalla riqualificazione e dal potenziamento delle proprie strutture con investimenti per oltre 14 milioni di euro (Fondi residui di Osimo, Credito agevolato Frie e Sistema creditizio) attraverso «la messa in sicurezza del complesso gestito, la realizzazione di un impianto di produzione di energia da fotovoltaico (già completato), la creazione di un “Polo del freddo” caratterizzante - spiega ancora il presidente dimissionario - l’attività dell’autoporto attraverso il raddoppio della superficie disponibile dotata di un’impiantistica d’avanguardia, e l’aumento della capacità ricettiva del Raccordo Intermodale, per favorire nel prossimo futuro l’integrazione dello scalo Sdag con la stazione di Vrtojba, di cui il primo passo è dato dall’attuazione del progetto Tip».

Importante anche l’integrazione con l’area autoportuale transfrontaliera slovena anche per uno sviluppo coordinato della funzione retroportuale dei porti di Monfalcone, Trieste e Capodistria e inserimento di Sdag a pieno titolo nella piattaforma logistica del Nordest (Piano nazionale della logistica) attraverso l’adesione ai progetti europei di cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia in qualità di lead partner.

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