Gorizia, non è disfatta
Il professor Bruno Tellia nel suo intervento di ieri, parlando della vittoria del centrodestra a Gorizia e della conseguente sconfitta del centrosinistra, ha affermato che: «…applicando semplicemente dei parametri normali tutto il gruppo dirigente che ha messo il centrosinistra goriziano in condizioni di perdere in modo così disonorevole dovrebbe farsi da parte per permette l'emergere di una nuova leadership».
Continuava il professor Tellia: «... la sua responsabilità, infatti, è ancora più pesante perché il centrodestra aveva attribuito al voto di Gorizia un significato che andava ben oltre la conquista del Comune, dovendo rappresentare la rivincita sulla sconfitta subita 5 anni fa e l'inizio della rimonta per riprendere il controllo del governo regionale il prossimo anno». Il professor Tellia, da buon sociologo, mi insegna che quando si analizzano i dati elettorali, essi non solo vanno letti contestualizzandoli al momento politico, ma soprattutto vanno storicizzati rispetto alle vicende elettorali di quella realtà.
Mi spiego meglio: nel 2002 il centrosinistra che andò al ballottaggio con Vittorio Brancati ottenne complessivamente il 37,46 % dei voti, e ciò che impedì all'allora candidato del centrodestra che ottenne il 40,01 % dei voti di vincere, fu lo straordinario successo della lista "Per Gorizia" guidata dall'ex sindaco Scarano che ottenne il 18,15 % dei voti. Questa volta il centrosinistra ha ottenuto un voto complessivo superiore a quello del 2002 attestandosi al 38,8 %, ma il centrodestra ha vinto al primo turno perché la lista "Per Gorizia" ha ottenuto solo il 6,40 % dei voti.
Insomma, né nel primo caso né in questo, il centrosinistra a Gorizia era in grado di costringere il centrodestra al ballottaggio. Parlare dunque, come fa il professor Tellia di sconfitta disonorevole non mi pare proprio il caso, anche perché lui sa bene che la vittoria del centrosinistra al ballottaggio del 2002, per i famosi 26 voti, fu un fatto a sé stante e frutto di tante circostanze sfavorevoli al centrodestra. Non è, infatti, un caso se quella vittoria del centrosinistra sia stata la sola eccezione ai risultati elettorali precedenti e seguenti che hanno riguardato ogni tipo di elezione a Gorizia, da quelle politiche a quelle regionali a quelle provinciali e che hanno visto sempre, in quella città, prevalere il centrodestra con distacchi di 5-7 punti rispetto al centrosinistra. Tellia rivolge al gruppo dirigente di centrosinistra l'invito a farsi da parte.
Ricordo a Tellia che il gruppo dirigente goriziano ed isontino è quello che in questi anni ha, di fatto, vinto tutte le elezioni: ha vinto per tre volte di fila la Provincia; ha eletto propri parlamentari sconfiggendo quelli di centrodestra; ha eletto un numero di consiglieri regionali che è sempre stato il doppio di quello del centrodestra ed è da innumerevoli anni al governo del 90 % delle amministrazioni comunali di questa provincia.
Nessuna altra classe dirigente di questa regione può vantare simili successi. Voler prendere a pretesto ciò che è successo a Gorizia, dove sicuramente questa sconfitta ha tanti padri, mi pare davvero ingeneroso se non addirittura pretestuoso. Tellia giustifica l'invito a farsi da parte "per permettere l'emergere di una nuova leadership". Come spiegava qualche tempo fa su questo stesso giornale il professor Vladimir Nanut, la vera leadership non è tanto quella che si limita ad occupare un ruolo ma quella che occupando quel ruolo dimostra di meritarlo e di saperlo esercitare.
È proprio quello che a mio giudizio è mancato al sindaco uscente Brancati e che è alla base delle difficoltà e lacerazioni che hanno riguardato il centrosinistra di quella città. Tutti gli altri suoi colleghi, siano essi di centrodestra che di centrosinistra, da Cecotti a Udine, a Bolzonello a Pordenone, a Dipiazza a Trieste, vengono considerati oggi, a tutti gli effetti dall'opinione pubblica, oltre che dei sindaci, dei veri e propri leader politici e, non a caso, i media regionali si rivolgono spesso a loro per avere giudizi, non tanto sulla loro amministrazione, quanto sulla politica regionale e qualche volta anche nazionale. Ciò non succedeva con il sindaco Brancati e questo, credo, sia abbastanza significativo in tema della leadership.
Per quanto riguarda poi il fatto che il centrodestra avesse traguardato alla vittoria di Gorizia come a un fatto emblematico per una sua possibile rimonta in vista delle regionali del 2008, visto lo scenario sopra ricordato, ciò mi pare un po' una forzatura. Gorizia è tornata ed essere di centrodestra come di fatto lo è sempre stata e Tellia sa, e giustamente lo ricorda, che ogni elezione fa storia a sé e su quella delle regionali del prossimo anno giocheranno ben altri fattori, rispetto a quello di avere oggi Romoli sindaco di Gorizia; primo tra tutti quello del giudizio che la gente si sarà fatta su Riccardo Illy e sulla maggioranza da lui guidata.
In conclusione posso garantire al professor Tellia, che i gruppi dirigenti del centrosinistra isontino avvieranno una seria analisi dei risultati elettorali, mettendo al primo posto, certamente, quelli negativi di Gorizia e in qualche modo anche di Cormons, nella consapevolezza ribadita e ormai comune in tutta Italia, che un centrosinistra diviso non va da nessuna parte. Mi auguro però che, proprio in vista delle regionali del prossimo anno, Gorizia e il territorio isontino sia posto nella considerazione delle politiche regionali e delle discussioni dei media per il ruolo che esso può svolgere nel contesto regionale e non già perché quest'anno il capoluogo è tornato ad essere governato dal Polo.
* Consigliere regionale della Margherita
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