Gorizia polmone verde ma cala la differenziata

La produzione pro capite di rifiuti che cresce e la raccolta differenziata in lieve flessione, un alto tasso di motorizzazione e una rete idrica ancora poco efficiente. Ma, anche, un patrimonio di verde pubblico che non ha pari in regione e una rete fognaria diffusa. Questa la fotografia delle performance ambientali di Gorizia scattata dal report Ecosistema Urbano 2020, che vede il capoluogo isontino restare nella metà virtuosa della classifica, ma scivolare dal 29 posto del 2019 al 33° (su 104 capoluoghi) di questo 2020. Meglio di Trieste, quarantesima – pur non avendo presentato i dati richiesti per l’anno passato, e dunque facendo conto su quelli del 2018 –, e poco dietro rispetto a Udine (26°), ma di certo molto lontano da Pordenone che rappresenta l'eccellenza con la terza piazza nella classifica nazionale dominata dal Trentino Alto Adige, con Trento prima e Bolzano quarta.
Lo studio, presentato ieri in videoconferenza da Legambiente, Ambiente Italia e “Il Sole 24 Ore” tiene conto degli indicatori relativi alle cinque grandi componenti ambientali presenti in una città, ovvero aria, acque, rifiuti, mobilità ed energia. Per quanto riguarda la qualità dell’aria a Gorizia il bicchiere può essere considerato mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dei punti di osservazione: cresce lievemente la concentrazione delle polveri sottili (Pm10) rispetto al 2019, ma il dato resta comunque il migliore in regione e l’unico (con Trieste) al di sotto della soglia di legge. Di contro Gorizia vanta il record negativo di sforamenti annuali (37) dei giorni con un superamento della soglia di concentrazione dell’ozono.
Il capoluogo isontino continua a far onore al suo appellativo di “Città giardino”, visto che può vantare la maggior superficie di verde fruibile in area urbana, staccando con 137 metri quadrati per abitante Pordenone (111) ma soprattutto Trieste (67) e Udine (21). Pordenone strappa invece il primato a Gorizia (comunque seconda) nella classifica degli alberi per ogni cento abitanti. Stabile rispetto al passato (con un indice di 3, rispetto 3,25 del 2018) ma pur sempre il peggiore dei quattro capoluoghi regionali è invece il dato relativo all’efficienza nell'utilizzo del suolo, e numeri in chiaroscuro pure sul fronte rifiuti. Se la produzione pro capite continua a crescere (479 chili per abitante, contro i 470 del 2018), il dato complessivo è comunque il secondo più virtuoso in regione (alle spalle di Trieste, con 471). In compenso arretra la raccolta differenziata, in flessione al 63,5% rispetto al 64,7% del 2018, e sotto dunque l’obiettivo del 65% superato da Udine e (abbondantemente) da Pordenone. Parlando di mobilità, a Gorizia per il report ci sono ancora troppe automobili (68 ogni 100 abitanti, fa peggio solo Pordenone con 73) e non cresce l'estensione dei percorsi ciclabili. In lieve miglioramento, ma ancora lontana dall’eccellenza, la diffusione delle energie rinnovabili. Infine l’acqua. Gorizia riesce a raggiungere oltre il 90% degli abitanti con la sua rete fognaria, ma peggiora di un 7,7% il dato del 2018 relativo alla dispersione della sua rete idrica, che resta la meno efficiente in regione dopo quella di Trieste. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








