A Ronchi rinasce la Casa di Selz: 170 mila euro per la struttura dedicata alle persone con disabilità psichica

Presentati i lavori nell'edificio di via Monte Cosich: ambienti più accessibili ed eleganti per nove ospiti della cooperativa Thiel ed Asugi

Luca Perrino
Taglio del nastro per l'inaugurazione di Casa Seltz
Taglio del nastro per l'inaugurazione di Casa Seltz

Era stata inaugurata oltre dieci anni fa. La Casa di Selz, struttura residenziale per persone con disabilità psichica, allora, aveva preso il posto della realtà di via Duca D’Aosta. Ora è giunto il tempo di presentare la nuova “veste” dell’edificio al civico 90 di via Monte Cosich. L’intervento, del valore di 170.000 euro, è stato realizzato con fondi propri e con il sostegno della Regione e di Fondosviluppo Fvg. Ha rinnovato la casa in ogni sua parte, dai pavimenti agli impianti fino agli arredi. L’eliminazione della veranda ha portato più luce negli ambienti, mentre il giardino interno, livellato, si attraversa ora più facilmente anche in sedia a rotelle. Il bagno al piano terra è stato reso accessibile alle persone con disabilità fisica.

L’inaugurazione

A fare gli onori di casa è stato Luca Fontana, presidente del Consorzio Il Mosaico e della cooperativa sociale Thiel. «Per noi», ha detto, «abitare non significa solo avere una casa, ma avere la possibilità di costruire relazioni, sentirsi parte di una comunità e realizzare il proprio progetto di vita. Prenderci cura delle persone significa, soprattutto, aiutarle a vivere una vita piena di dignità, autonomia e significato». L’immobile, che in questi anni ha accompagnato 40 persone, continuerà ad accoglierne fino a nove. «Una comunità, nella comunità»: così l’ha definita il sindaco Mauro Benvenuto. Molti altri gli intervenuti alla cerimonia. Durante i lavori, gli ospiti si sono trasferiti in un’abitazione della Cooperativa Thiel, in via del Capitello. Anche questa sarà ristrutturata per poi essere destinata alla disabilità.

«Il rinnovo di Casa di Selz», sono state le parole di Antonio Poggiana, direttore generale di Asugi, «conferma l’importanza di investire in percorsi di assistenza che sappiano coniugare la qualità dei servizi con la dimensione quotidiana dell’abitare. La salute mentale richiede interventi capaci di andare oltre la risposta sanitaria, favorendo contesti di vita in cui le persone possano sviluppare le proprie potenzialità, rafforzare le relazioni e trovare opportunità concrete di partecipazione alla comunità».

Il quartiere

La casa si inserisce pienamente nel contesto comunitario del rione: è circondata da abitazioni private, vicina alla chiesa, ad una pasticceria, a un bar-trattoria, alla fermata dei bus. Gli ospiti partecipano all’organizzazione della vita quotidiana, dalla cura e pulizia degli spazi, sino alla preparazione dei pasti. Le relazioni con la città e con le persone che la abitano, con o senza l’accompagnamento dei 15 operatori, sono parte integrante del percorso. Operatori guidati dalla responsabile, Sonia Di Sopra, la quale, nel suo emozionato intervento, ha sottolineato come questo non sia solo un luogo di lavoro.

«Quello odierno», ha concluso l’assessore regionale alla sanità, Riccardo Ricccardi, «è un traguardo importante. È una risposta territoriale residenziale di fronte a condizioni di fragilità e cronicità, ma anche il modello di una terza via capace di mettere insieme un’alleanza tra il sistema della cooperazione e quello istituzionale. Saper intercettare i bisogni sociali prima che si trasformino in bisogni puramente sanitari è la grande sfida di questo tempo. Quello dell’integrazione territoriale e del superamento della visione ospedale-centrica è un paradigma che va moltiplicato. Chi continua a ragionare esclusivamente basandosi sul calcolo dei ricoveri ospedalieri non ha bene in mente la complessità dei nuovi bisogni di salute collettivi».

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