Gradisca in festa per la 60ª Mostra Ornitologica: il centro si riempie di visitatori a Ferragosto
Folla tra la Spianata e la Fortezza con appassionati da tutto il Nordest e dall'Alpe Adria. Il sindaco Pagotto: «Unico nel suo genere»

Migliaia di visitatori hanno scelto anche quest’anno di trascorrere il ponte di Ferragosto a Gradisca d’Isonzo, richiamati dalla 60ª Mostra Ornitologica: quattro giornate di appuntamenti per celebrare un traguardo importante di una manifestazione che da sei decenni è parte integrante della storia della città. Una folla che, nonostante il sole cocente di questi giorni, ha invaso il centro storico e i giardini della Fortezza, confermando il richiamo di una delle tradizioni più longeve e popolari dell’estate isontina.
La città si è svegliata all’alba. Prima con il tradizionale Concerto di Ferragosto in piazza Unità, affidato a Giulio Scaramella, Giuseppe Minin e Giampaolo Mrach, quindi le bancarelle del Mercatino dell'Usato dell'associazione Gradisca è... alla Rotonda e nel centro storico. Alla Spianata, l’inconfondibile canto dei pennuti ha funto ancora una volta da colonna sonora della festa dell’Assunta a Gradisca.
Fin dalle prime luci del giorno sono arrivati appassionati dalla regione, da tutto il Nordest e dall’intera macroregione Alpe Adria, trasformando la Fortezza in una grande vetrina dedicata al mondo degli uccelli e degli animali d'affezione in genere.
A guidare questa straordinaria tradizione c’è Alcide Collodet, presidente dell’Associazione Ornitologica Giuliana, al 35º anno alla guida del sodalizio. Il vulcanico patron, che aveva raccolto il testimone dal compianto Gianpiero Paparella, fondatore dell’associazione e padre della manifestazione, ha mantenuto la promessa di condurre al 60ennale la kermesse. Al suo fianco, con lo spirito di sempre, un'encomiabile squadra di volontari che rende possibile l’organizzazione della rassegna. Fatto più unico che raro, senza mai avere richiesto contributi pubblici.
«La burocrazia no fas par me», scherza l'ineffabile Collodet. «Finché siamo in salute non molliamo», aggiunge, lasciando dunque apertissima la porta al prosieguo della tradizione. Il risultato è una manifestazione dal fascino volutamente un po’ retrò, capace però di rinnovare ogni anno il proprio pubblico e di attirare grandi e piccini e tante famiglie.
Cuore della giornata è stato il mondo variopinto dei volatili, con oltre 20 specie esposte e il grande concerto naturale dei loro canti all’alba. Tra gli appuntamenti più attesi, l’assegnazione del premio al miglior fringuello nazionale, intitolato alla memoria di Sergio Franzot.
Accanto alla mostra ornitologica hanno trovato spazio le esposizioni avicunicola e floreale e i mercatini, che hanno richiamato curiosi e acquirenti. Il sessantennale è stato preceduto dalle due giornate dedicate alla cinofilia, con circa un migliaio di partecipanti alla gara internazionale di bellezza canina e oltre 200 razze arrivate da diversi Paesi europei.
Un appuntamento che si è confermato uno dei principali motori di richiamo della manifestazione e che ha portato in città un buon afflusso di visitatori. Pienone anche nei pubblici esercizi e test superato anche per la viabilità cittadina, ridisegnata con un sistema di sensi unici: parcheggi esauriti non soltanto nelle aree centrali, ma anche nelle vie limitrofe, da via Gorizia a via Cividale, da via Lungo Isonzo a via Papalina e Borgo Santa Maria Maddalena. Una ricaduta positiva insomma per la Fortezza: unico neo, a sentire qualche visitatore, la non vastissima offerta nel campo della ristorazione.
«Condivido con il presidente Collodet e i suoi volontari la soddisfazione di aver garantito questa tradizione – commenta soddisfatto il sindaco Alessandro Pagotto –. Con il loro impegno, regalano alla città un evento unico nel suo genere e portano l'immagine di Gradisca molto lontano».
Il sessantesimo compleanno della Fiera non è però ancora concluso. Domani, domenica 16 agosto, la manifestazione vivrà la giornata finale con il Campionato Italiano Uccelli Canori, appuntamento che chiuderà le quattro giornate di festa celebrando nel modo più autentico la lunga storia della rassegna e il suo indissolubile legame con Gradisca.
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