Grado, Olivotto vince con centrosinistra più Lega

Niccolini (Isola): collaboreremo. Varotto (Rc): vince la vecchia Dc. L’ex sindaco Marin: una sconfitta mia
GRADO
Con oltre il 52 per cento dei voti, Silvana Olivotto sostenuta dalla coalizione trasversale formata da Forza Grado, Lega Nord, Lista Silvana Olivotto, Democratici Riformisti, Progetto Democratico per Grado e Grado dei Valori, diventa il nuovo sindaco della città di Grado. Stacca di ben 10 punti percentuali il candidato sindaco Fiorenzo Facchinetti che correva con la coalizione di centrodestra (Alleanza Nazionale, Udc, Partito Repubblicano, Forza Italia e Sull’Onda dei Venti). Politicamente rilevante è inoltre l’affermazione della Lista Olivotto che diventa il quarto partito di Grado, ma con pochissimo distacco dagli altri che la precedono, quindi un successo personale della candidata che è riuscita a mettere in piedi quella che è stata definita «una coalizione di salute pubblica». «Mi sono resa indipendente – ha dichiarato sprizzando di gioia appena il nuovo sindaco ha messo piede nel palazzo comunale – e non sono né di destra e né di sinistra, sono il sindaco di tutta la città, di tutti i gradesi». «Qui non c’è da discutere sul problema dei Dico o sulla Tav, qui importante è pensare allo sviluppo turistico, all’economia locale e al bene della gente».


Tanti gli argomenti toccati con la Olivotto come quello della campagna elettorale, accesa, estenuante, durata un paio di mesi («quella stile americano del centrodestra – ha detto qualcuno dei numerosi presenti che attendevano i risultati finali leggendoli dallo schermo gigante situato in consiglio comunale – non ha pagato; i risultati li ha avuti l’altra coalizione cioè chi ha fatto una campagna alla gradese, col porta a porta e sentendo le opinioni dei residenti»), ma soprattutto su cosa e come ha influito la bagarre di questi ultimi tempi. Silvana Olivotto è stata duramente attaccata per essere una iscritta di An che pur di diventare sindaco si è legata con il centrosinistra... «Sono al di fuori di ogni partito. Quest’anno non mi sono iscritta e non ho nessuna intenzione di iscrivermi.


Come formazione ideologica appartengo alla destra liberale, non certo di destra estrema, ma qui e non solo da oggi sono esclusivamente a disposizione della gente. Se abbiamo vinto è perché ci siamo messi assieme pensando esclusivamente ai programmi e al di sopra di tutte le ideologie». Silvana Olivotto non le manda sicuramente a dire a quelli che sono stati i suoi più accaniti oppositori, l’ex sindaco Roberto Marin, che «ha terminato con il suo strapotere, in tutti questi anni ha davvero esagerato», e il senatore di An Collino che gli aveva predetto, così ricorda la Olivotto, che avrebbe conquistato «solo il 6 per cento e invece...». Eppure lo scrutinio era iniziato male per la vincitrice. La prima sezione scrutinata, seppur con soli 69 votanti, aveva dato un’indicazione completamente a favore del centrodestra con 59 voti contro i 7 della coalizione della Olivotto. Dal canto suo il principale avversario non cerca attenuanti. «È stata una debacle di cui mi assumo ogni responsabilità». Fiorenzo Facchinetti non cerca scuse e si carica sulle spalle la sconfitta elettorale con oltre 10 punti percentuali di scarto da Silvana Olivotto.


Nonostante il risultato ampiamente negativo rappresenti una sonora bocciatura alla sua coalizione, il candidato del centrodestra usa toni pacati e non nasconde di essere sorpreso per una batosta inaspettata nei numeri: «Si tratta di una sconfitta netta e senza discussioni. Alla vigilia non potevamo certo avere certezze, ma le proporzioni di questo risultato sono oltremodo sorprendenti. In quanto comandante della nave che affonda mi considero il primo sconfitto». L’ex parlamentare della Lega e poi di Fi, Gualberto Niccolini, sostenuto dalla lista civica di giovani, ha già garantito collaborazione con la nuova giunta dichiarandosi soddisfatto: «È evidente che preferivamo una vittoria della Olivotto». E così la sua «Isola», anche se non dovesse fare consiglieri, (ha raccolto il 3%) è pronta a collaborare. Di tutt’altro tenore le dichiarazioni di Gabriele Varotto (Rifondazione Comunista, 3,1%): «Hanno vinto i democristiani, Grado torna indietro di 30 anni, tengono banco sempre le stesse famiglie». E infine l’ex sindaco Marin: «Questa è anche una mia sconfitta, ci sono stati errori nella comunicazione».


a. b. e g. s.

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