A Trieste lancio del tocco in piazza per 187 dottori di ricerca: «Investiamo sul futuro»

Giovedì 16 luglio torna il Graduation Day con un numero record grazie all’aumento di borse per Pnrr

Giulia Basso
Il lancio del tocco in piazza Verdi del Graduation Day l’anno scorso. Allora erano stati 150 i neodottori di ricerca
Il lancio del tocco in piazza Verdi del Graduation Day l’anno scorso. Allora erano stati 150 i neodottori di ricerca

Sono 187, quest’anno, i tocchi che voleranno sopra Piazza Verdi, distribuiti su 13 corsi di dottorato: trentasette in più rispetto ai circa 150 dell’edizione dello scorso anno. Non è un caso. Giovedì prossimo, 16 luglio, dalle 21, l’Università di Trieste festeggia il 38° ciclo di dottorato, il primo ad arrivare a compimento includendo per intero le borse finanziate dal Pnrr, avviate nell’anno accademico 2022/23: più risorse, unite alla scelta dell’Ateneo di non ridurre le borse con fondi propri, hanno significato più dottorandi. Per una parte di loro il triennio ha previsto anche periodi obbligatori di ricerca in azienda e all’estero. Per il secondo anno consecutivo l’ateneo porta il rito fuori dalle proprie aule, nel calendario di Trieste Estate.

Francesco Longo, delegato ai Dottorati di ricerca, spiega così la scelta dell’ateneo di non ridurre le borse messe a disposizione dai fondi UniTs a fronte del Pnrr: «Un’università che investe nella formazione dottorale è un’università che investe nel proprio futuro».

Le tesi discusse restituiscono la varietà delle ricerche condotte a Trieste: dalla transizione ecologica alle comunità energetiche regionali, dal disturbo da uso di sostanze, alla dipendenza patologica da alcol, droghe o farmaci, fino agli organoidi di cuore costruiti in laboratorio per le cardiopatie congenite. Non manca l’architettura, con la tesi di Tommaso Antiga sul cimitero come spazio critico per la città futura, né la fisica, con studi sugli ammassi di galassie nell’universo primordiale.

«Il percorso di dottorato comporta tre anni di intensità importante, spesso stressanti», racconta lo stesso Antiga, tra i 187 nuovi dottori di ricerca. «Se ne esce corazzati nella gestione della ricerca, del lavoro e della vita personale. Ma il non detto di questi percorsi è il rischio di un burnout dovuto all’isolamento da prestazioni: servirebbe una programmazione più corale, capace di far vivere il dottorato in modo davvero comunitario».

Saranno proprio i nuovi dottori i protagonisti della serata: chiamati uno per uno per ricevere il diploma, prima del lancio collettivo del tocco che chiude la cerimonia, gesto che risale al 1912, quando alla U. S. Naval Academy i neo ufficiali lanciarono in aria i copricapi da allievi, non più necessari dopo il cambio di status. Da allora è il simbolo del passaggio a un nuovo ciclo della vita.

Per la rettrice Donata Vianelli sarà il primo Graduation Day alla guida dell’ateneo: «La cerimonia di quest’anno è la prima che vivo da rettrice e rappresenta il consolidarsi di una nuova tradizione per l’Ateneo e per la città. Celebrare questo passaggio in Piazza Verdi significa portare la conoscenza fuori dai luoghi in cui nasce, perché la scienza non è solo avanzamento del sapere: è responsabilità, fiducia nel futuro e capacità di contribuire al bene comune».

Condotta dalla giornalista Marinella Chirico, la cerimonia vedrà la rettrice Donata Vianelli, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, insieme ai rappresentanti dei partner Bluenergy Group e CiviBank. Ospite d’eccezione sarà Alberto Di Minin, ordinario di Innovation Management alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con la lectio magistralis “Il futuro ha bisogno di maestre e maestri” . Accanto alla scienza, la musica, con il giovane violinista Pierpaolo Foti, tra tecnica classica e sonorità pop e rock.

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