Colto da un grave malore a Gusti di Frontiera a Gorizia: salvato da un carabiniere fuori servizio

Il vicebrigadiere Giovanni Leali ha eseguito le manovre di rianimazione sul sessantenne in attesa dell’arrivo dei soccorsi sanitari. L’uomo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Trieste

Gli stand di Gusti di Frontiera. Foto Tibaldi
Gli stand di Gusti di Frontiera. Foto Tibaldi

Attimi di paura giovedì pomeriggio a Gorizia, dove era in corso la prima giornata di Gusti di Frontiera. Un uomo di 60 anni si è accasciato al suolo a causa di un malore mentre si trovava in via Garibaldi.

A evitare il peggio è stato il provvidenziale intervento del vicebrigadiere dei Carabinieri Giovanni Leali, che in quel momento era fuori servizio.

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L'inaugurazione di Gusti di Frontiera. Foto Tibaldi

Il militare si è accorto immediatamente della drammaticità della situazione e non ha esitato a intervenire. Dopo aver allertato il 112 ha effettuato un minuto di manovre di rianimazione in diretto contatto con l’operatore telefonico del Nue. La struttura di gestione dell'emergenza messa in campo per "Gusti di Frontiera" ha permesso di supportare in meno di due minuti l'intervento del militare con il personale di “Alexa Safety and Security” e successivamente con l’arrivo dell'ambulanza con il defibrillatore.

Il sessantenne, una volta stabilizzato, è stato trasportato d'urgenza in codice rosso all'ospedale Cattinara di Trieste, dove si trova tuttora ricoverato in prognosi riservata.

Sull'episodio è intervenuto il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Gorizia, Colonnello Gennaro Iervolino, che ha voluto esprimere il più vivo compiacimento per l'operato del militare: «L'intervento del Vice Brigadiere Leali rappresenta un esempio straordinario di freddezza, altissima professionalità e profondo spirito di servizio. Un carabiniere non smette mai di essere tale, nemmeno quando è libero dalle mansioni quotidiane. La sua prontezza di riflessi e la capacità di applicare tempestivamente le tecniche di primo soccorso, apprese durante i nostri corsi di formazione istituzionali, sono state determinanti per strappare una vita a un destino tragico. A lui va il plauso e l'orgoglio di tutta l'Arma provinciale».

 

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