«Grazie al Tartini il virus non è riuscito a spegnere la musica»
«In questi anni abbiamo consolidato una precisa vocazione del Conservatorio Tartini all’internazionalizzazione, e il progetto della rete Gmel (Global Music Education League) ha permesso di strutturare un prezioso networking a livello mondiale». L’avvocato Lorenzo Capaldo è stato confermato per la seconda volta alla guida del Tartini, su nomina del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). E ora intende proseguire nel processo di innovazione legato anche ai problemi posti dalla pandemia.
Il Tartini è impegnato infatti da tempo nella Gmel, la rete internazionale che riunisce accademie e istituzioni di formazione musicale di ogni latitudine del mondo, dalla Cina all’Australia, passando per gli Stati Uniti e l’Europa. Ieri e oggi, Gmel Trieste e il suo Conservatorio partecipano ai lavori del prestigioso network musicale istituito a Pechino nel 2017, del quale il Tartini è membro fondatore.
«Il congress Gmel - spiega Capaldo - offre l’occasione per fare il punto sulle prospettive della rete, che nel frattempo si è ulteriormente allargata, e per progettare, a livello globale, nuove iniziative di interazione fra docenti e studenti. In questa chiave resta di riferimento la tecnologia Lo. La., messa a punto proprio dal Tartini: la sua innovativa implementazione, con la possibilità di esecuzione in diretta da tre latitudini differenti, è appunto di riferimento per la formazione didattica a livello internazionale».
La musica a distanza è una frontiera da attraversare. «Il Conservatorio Tartini – ricorda il presidente Capaldo - è stata la prima istituzione accademica occidentale a organizzare un meeting europeo di Gmel, celebrato a Trieste nel giugno 2019. L’evento, patrocinato dal ministero e dalla Regione, era culminato con un travolgente concerto jazz, che ha visto un gruppo di giovani musicisti provenienti da diverse parti del mondo suonare in diretta con un clarinettista collegato da Vienna con LoLa. Dal 2019 le cose sono cambiate e viviamo un momento difficile: aule, studi, palchi vuoti. La chiusura o la riduzione delle attività per impedire la diffusione del virus ha avuto un effetto drammatico sul settore culturale. In questo tempo di pandemia l'educazione musicale richiede non solo un atto di fede, ma anche le soluzioni utili per rimodulare drasticamente i percorsi di formazione dei musicisti».
Il Covid, insomma, non deve fermare la musica. «In ogni crisi c'è una grande opportunità: e il Conservatorio Tartini ha puntato sull’apprendimento a distanza, potenziando il sistema LoLa in un nuovo approccio didattico basato su connessioni e videochiamate», continua Capaldo: «Sarebbe fantastico se gli studenti delle istituzioni Gmel, attraverso gli strumenti della tecnologia e il sistema LoLa, si unissero in un concerto globale per sostenere la lotta al coronavirus». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








