Hillary Clinton al G8, gli States pensano a un incontro pubblico
Oltre ai divieti di transito blindate le aree pedonali attorno a piazza Unità

Un incontro fra Hillary Clinton - la personalità più conosciuta e attesa tra tutti gli statisti che arriveranno qui per il G8 Esteri dal 25 al 27 giugno - e la città di Trieste. Rappresentata, forse, dai suoi giovani. Un incontro da farsi al di fuori del rigido protocollo diplomatico che scandirà gli impegni istituzionali del segretario di Stato americano durante la sua permanenza nel capoluogo giuliano. Fantascienza? Tutt’altro.
È una pista, che muove evidentemente dal tentativo di accorciare la percezione delle distanze tra i grandi della terra e l’immaginario collettivo, di cui i 007 e gli emissari del governo Obama stanno studiando l’eventuale fattibilità. Lo ha fatto sapere ieri Jack Hillmeyer, console per la stampa e la cultura del Consolato generale Usa di Milano, in visita a Trieste proprio in vista del G8. «Stiamo valutando tale ipotesi», ha detto, senza sbilanciarsi in luoghi e date, che eventualmente saranno comunicate all’ultimo minuto.
Come saranno comunicate a ridosso del vertice triestino - precisamente il prossimo giovedì, dopo gli ultimi due incontri preparatori cui parteciperanno, per il Comune, l’assessore ai Grandi eventi Franco Bandelli e il mobility manager Giulio Bernetti - le misure di sicurezza che stanno uscendo in queste ore dai confronti tra i delegati della Farnesina, la Prefettura, le amministrazioni locali e le forze dell’ordine in merito ai molto probabili «cordoni» anti-intrusione per limitare l’accesso a piazza Unità. Il salotto buono della città. Che sarà per l’appunto il cuore pulsante del G8. Centro blindato, infatti, non vuol dire soltanto Rive chiuse agli automobilisti per tre giorni.
La stessa piazza Unità sarà una fetta di terra «proibita» pure a piedi. Si annunciano transenne e varchi rigidamente contingentati e controllati lungo i molti punti d’ingresso : non immaginate dunque di passeggiare come fossero giornate qualunque, né dal frontemare né dai due angoli opposti che confluiscono da Cavana da una parte e da piazza della Borsa dall’altra, né dai raccordi secondari. E ce ne sono: ben quattro.
C’è via dell’Orologio, fra il palazzo della Regione e l’hotel ai Duchi, c’è la piccola via dello Squero vecchio qualche metro più su, c’è poi Capo di Piazza Fonda Savio sul lato opposto tra la Prefettura e il caffè degli Specchi. E c’è quel «subdolo» sottopassaggio di Palazzo Cheba che sbuca davanti alla fontana dei Quattro continenti da largo Granatieri, dove presumibilmente saranno piazzate già le prime transenne del cordone di sicurezza.
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