Horti Tergestini riempie il parco di San Giovanni fra cactus giganti, riciclo e menta al cioccolato
La ventesima edizione cattura ancora l’attenzione di stand e affezionati. Domenica l’evento prosegue proponendo soluzioni alternative per il giardino

Maxi cactus che arrivano a 35 anni d’età, una pianta di menta dal sapore di cioccolata, lampadari realizzati con legno di scarto o piante che in poco tempo trasformano un prato in un tappeto fiorito. Sono alcune delle curiosità presenti a Horti Tergestini, che si conferma anche quest’anno un appuntamento molto amato da appassionati di spazi fioriti, giardini, terrazzi e orti.

Al via ieri la ventesima edizione, che proseguirà anche oggi, tutto il giorno, nella tradizionale cornice del parco di San Giovanni. Tra gli espositori alcuni artigiani e vivaisti sono affezionati da tempo all’evento, per altri è la prima volta a Trieste, tutti entusiasti della location e della risposta del pubblico, che ha affollato la zona fin dalle prime ore di apertura. Tra le postazioni trovano posto alcuni “classici”, come le rose di varie dimensioni, colori e tipologie, una lunghissima serie di piante grasse o aromatiche, e, anche, per chi non ha il pollice verde, soluzioni per fiori che “invadono” rapidamente il giardino, anche in punti ombreggiati e senza troppe cure, oltre a ortensie, peonie e tanti bulbi.

Ricca la sezione di arredi, pensati soprattutto per il giardino, come quelli di Heidi Romen, che arriva da Bolzano, con decori o abbeveratoi per uccelli: «Nascono dall’idea di riproporre vecchi giocattoli di latta di una volta, e la rana è ricorrente nelle figure perché piace, e perché nella cultura tedesca è sinonimo di soldi. Il parco di San Giovanni – aggiunge – è bello, così come le persone che vediamo ogni anno, sempre molto interessate. Oltre al fatto che Trieste è stupenda, tanto più per me, che vengo dalla montagna e amo questi paesaggi».
Sono di tante dimensioni le piante grasse di Claudio Venturelli, dal lago di Garda, per la prima volta a Horti Tergestini. Alcune raggiungono dimensioni considerevoli: «Hanno circa 30-35 anni – spiega – e proprio dopo così tanto tempo queste tipologie possono fiorire». Tante le domande rivolte su come posizionarle, curarle o annaffiarle. Lo spazio di Paolo Gramaglia, che arriva dai dintorni di Torino, conta su 130 tipologie di piante «tutte edibili, – precisa – le più gettonate sono il basilico, che ho portato in 9 varietà anche se ne possiedo fino a 28, e poi la menta, presente qui con una decina di tipologie. Tra le più particolari quella “chocolate”, di provenienza americana, profumatissima. Qualcuno dice di sentire l’odore del cioccolato, in realtà è probabile che il nome derivi dagli steli marroni».
Tra gli stand dedicati all’oggettistica, per ambienti interni o esterni, c’è quello di Davide Russo, da Padova: «Ho già partecipato a questo evento in diverse edizioni, e ci sono due cose fondamentali che lo rendono piacevole, il luogo e la gente. La mia passione, per la lavorazione del legno, – racconta – nasce prima come hobby poi come lavoro a tutti gli effetti. Utilizzo solo alberi che sono stati abbattuti perché malati, perché costituiscono pericolo o sono caduti, e tra i pezzi che vanno per la maggiore ci sono i lampadari».
Quest’anno l’ospite d’onore è l’Agriristoro Silene di Jamiano, una sorta di “avanguardia rurale”, così viene definita, dove la natura viene portata in tavola e studiata. Tra gli appuntamenti della kermesse quest’anno figura anche il vino come protagonista. Il calendario completo delle iniziative è pubblicato su www.agricolamontesanpantaleone.it.
L’edizione 2026 di Horti Tergestini è realizzata con il contributo di Banca Etica e Fondazione CRTrieste e grazie al supporto di Asugi-Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, La Collina Cooperativa Sociale, Riciclo Clean srl, Associazione di volontariato Franco Basaglia, Spaccio Pani, Vita da Cani Trieste ASD, Asd Ciao Ciao Bau Bau. —
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