I bersaglieri ricordano la medaglia di bronzo Turus

SAN LORENZO. La sezione di San Lorenzo dell'Anb piange la scomparsa del bersagliere medaglia di bronzo al valor militare e reduce della campagna di Russia Alberto Turus. Aveva 95 anni: lascia la moglie e tre figli. A ricordarlo è il presidente della sezione sanlorenzina dei bersaglieri Renzo Visintin: «Alberto era uno dei più valorosi uomini che abbiano indossato la divisa da bersagliere: è una grande perdita sotto il profilo umano, una memoria storica del nostro movimento. Aveva vissuto sulla propria pelle eventi storici del ’900’».
Arruolatosi come volontario nel 1936 alla scuola per specialisti di Bologna, aveva intrapreso la carriera militare all'11° Reggimento di stanza a Gradisca. Dopo il congedo nel 1938 era stato richiamato alle armi nel gennaio 1941: dopo la campagna di Croazia venne inviato nell'inferno russo. L'11 agosto di quell'anno fu testimone diretto della morte del primo soldato italiano, il bersagliere motociclista medaglia d'oro Alfredo Lutri, ucciso nei dintorni di Pokrowskoie: nella stessa operazione Turus fu ferito alla testa. La sua permanenza in Russia proseguì fino al tragico inverno tra il 1942 ed il 1943: alla vigilia di Natale del '42 venne ferito alla spalla durante l'assedio di Arbuzovka, e dovette attendere i primi giorni del '43 per poter essere operato: ma proprio mentre si accingeva a entrare in sala operatoria l'ospedale da campo venne centrato da un colpo di mortaio, uccidendo sul colpo tutti i medici e gli infermieri. Turus si salvò per miracolo. Dopo un viaggio interminabile giunse all'ospedale di Piacenza nel febbraio '43. Nel frattempo nel dicembre del '42 i Carabinieri avevano comunicato alla sorella Raffaella che Alberto era stato dichiarato disperso in guerra. «Il ricordo di Alberto - dice Visintin - resterà indelebile in tutti noi che lo abbiamo conosciuto e apprezzato le sue doti umane». (m.f.)
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