I cappuccini e la città omaggiano la figura e la testimonianza di padre Aurelio Blasotti

Sabato celebrazione di suffragio presieduta dal vescovo Redaelli dedicata al francescano deceduto il 18 aprile a causa del Covid-19 

il ricordo

Emilio Danelon

Superato il difficile momento del Covid-19, la comunità dei padri cappuccini e la città di Gorizia intendono ricordare la cara figura di padre Aurelio Blasotti. Un ricordo vivo rimasto scolpito nel cuore di tutti che lo ha visto accomiatarsi nel repentino e solitario trapasso avvenuto il 18 aprile scorso.

La solenne celebrazione di suffragio avrà luogo nella Chiesa dei padri cappuccini sabato 18 luglio alle 18.30 e sarà presieduta dall’arcivescovo, monsignor Carlo Redaelli, affiancato dal Ministro provinciale dei Cappuccini, padre Roberto Tadiello, che giungerà appositamente da Venezia unitamente al Superiore della comunità, padre Giorgio Basso. Assisteranno alla celebrazione tutti gli altri padri della comunità. Si vuole così esprimere una affettuosa vicinanza in spirito di preghiera a questo Padre che è stato autentico testimone di fede e delle più grandi idealità francescane che lo hanno costantemente accompagnato lungo il cammino della vita. Una persona che resterà indimenticabile per il suo calore, la sua esuberanza e la capacità di stare con gente, rapportandosi con rispetto, sensibilità e tanta carità.

La sua carità non conosceva confini ma si allargava agli spazi sconfinati del bene e della solidarietà; una solidarietà vissuta giornalmente con piccole e semplici azioni di profonda comprensione dei problemi delle persone, con parole di serenità e fiducia, capaci di essere portatrici di pace nei cuori e nelle menti.

Padre Aurelio era un uomo pieno di umanità, usata sia in confessionale, sia nei rapporti interpersonali, tutti permeati da uno spirito di accoglienza che sapeva perfettamente mettere a proprio agio la controparte. Una persona semplice e umile ma arricchita di una padronanza espositiva unica che permetteva di evidenziare, nella maniera più bella, la profondità del vangelo. Essa veniva spiegata nelle sue prediche domenicali durante la messa con argomenti pieni di persuasione tanto da contrassegnarli più vivi e attuali che mai. Le sue parole erano semplici e convincenti mantenendole sempre presenti ed opportunamente adeguandole nell’affrontare le diverse problematiche della quotidianità. Il Vangelo, per lui, è rimasto il punto principale di riferimento che poteva essere presentato chiaro e aperto a tutti per la specificità e freschezza delle sue parabole che sono rimaste più attuali dopo 2000 anni di storia.

Friulano di Gemona, padre Aurelio aveva ricoperto cariche e titoli di grande spessore come, dopo gli studi di filosofia e teologia a Venezia, la laurea in Teologia morale con lode all’Università “Alfonsiana” di Roma. È stato pure Superiore nelle Case di Udine, Castelmonte, Pordenone e Asolo, nonché promotore responsabile ed animatore dell’Ordine Francescano Secolare in diverse Diocesi del Triveneto. Per espresso suo desiderio, troverà il suo riposo eterno nel cimitero di Castelmonte dove aveva ricoperto importanti ruoli gestionali del Santuario. Tra questi, la costruzione dell’ascensore per i pellegrini.

Con il decesso di padre Aurelio Blasotti, la comunità dei Cappuccini e l’intera città hanno perso un sicuro e fidato punto d’incontro dove ognuno poteva aprire il suo cuore nel segno di una certezza di valori che testimoniati con animo pieno di bontà e di profonda e vissuta devozione mariana. –

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