I cinesi investono per sbarcare nel Porto di Zara

Impegno previsto fino a 200 milioni di euro, lo scalo servirà i mercati croato ed europeo. Interesse anche per Fiume

ZAGABRIA. L’arrivo dei cinesi nel porto di Zara sarà formalizzato nei prossimi giorni: parola del governo croato. La scorsa settimana, il segretario di Stato alle Infrastrutture Tomislav Mihotić ha infatti dichiarato che «nei prossimi giorni il porto firmerà un contratto di comproprietà con i partner cinesi». Secondo Mihotić, che si è espresso al termine della quarta conferenza ministeriale tenutasi nei giorni scorsi a Ningbo in Cina, con la partecipazione di altri 16 paesi dell’Europa centro-orientale, «il porto diventerà un punto logistico per gli esportatori cinesi da cui espanderanno il proprio commercio non solo nel mercato croato, ma anche nel mercato europeo». Secondo quanto riportato dalla stampa locale, l’investitore cinese interessato al porto di Zara è l’azienda “Zhongya” guidata dall’imprenditore Jiangxiong Hu e la cifra su cui l’accordo è stato raggiunto è pari a 215 milioni di kune (circa 29 milioni di euro).

L’investimento, così come il suo valore, era già nell’aria da tempo. A fine 2017, infatti, il consiglio di amministrazione della Luka Zadar - l’impresa che ha in concessione il porto di Zara - aveva annunciato ai suoi partner pubblici di aver ricevuto un’offerta da parte cinese per una quota parte del porto merci di Gaženica, a circa 3 km a sud di Zara. L’intervento di Jiangxiong Hu coprirà dunque, almeno inizialmente, l’ammontare esatto della spesa di investimento promessa alla contea zaratina da Luka Zadar (e prevista entro il 2039), ma per la quale l’impresa croata non avrebbe sufficiente disponibilità. Successivamente, l’impegno cinese potrebbe arrivare fino a 200 milioni di euro, trasformando interamente le strutture zaratine. Uno scenario benvisto anche dalle autorità locali. «La contea di Zara è aperta agli investitori che vogliono allargare il proprio portafoglio e investire nello sviluppo di quest’area in un modo trasparente e legale», ha commentato al riguardo il presidente regionale Božidar Longin, che nel febbraio scorso era partito in Cina per incontrare diversi potenziali investitori.

Ma se qualche mese fa l’annuncio dell’interesse cinese per Zara aveva creato qualche malumore a Fiume, dove il porto merci è ben più sviluppato e anch’esso alla ricerca di investitori, l’intervento fatto la settimana scorsa da Tomislav Mihotić fa ben sperare anche nel Quarnero. Secondo il segretario di Stato alle Infrastrutture, infatti, i cinesi sarebbero interessati anche a investire nel porto di Fiume. «Abbiamo detto loro che un bando pubblico sarà pubblicato presto per l’affitto del terminal merci al porto di Fiume», ha dichiarato Mihotić. Il porto di Zara è per ora più orientato al trasporto dei passeggeri (oltre 2,2 milioni di persone nel 2016), non effettuando trasporto di container. Al contrario, quello di Fiume ha mosso quasi 250 mila containers (Teu) nel 2017. Se per Zagabria è necessario evitare una concorrenza tra i suoi due porti, anche gli investitori cinesi mirano a sfruttare le diverse potenzialità di Fiume e Zara.

Traghetti e turisti sono dunque il cavallo di battaglia su cui punterà Zara, come lo aveva anticipato lo stesso presidente regionale Božidar Longin in un’intervista rilasciata a Večernji List al suo ritorno dalla Cina. «Nel 2017, il nostro Paese è stato visitato da 200 mila cinesi e questa cooperazione è certamente una buona opportunità per lo sviluppo del mercato turistico», ha dichiarato Longin. Un’affermazione che ben si sposa con l’ultimo annuncio del ministro del turismo croato Gari Cappelli: «A breve dei voli diretti dalla Cina».

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