I commercianti di via Marconi: «Bisogna accelerare i lavori»

Non per tutte alla stessa maniera, ma la chiusura di via Marconi si riflette eccome sulle attività dell’area più direttamente coinvolta dai lavori. «Certo, abbiamo risentito della chiusura della strada: via Marconi è infatti bloccata a pochi passi da noi – afferma Isabella Tramontana, titolare della farmacia di via Crispi –. Il traffico dalla Slovenia non può raggiungere via Alviano e quindi arrivare nella nostra farmacia. La perdita, per noi, è di un 50% abbondante anche se per quantificarla con maggior precisione occorre attendere un po’ di tempo. Il calo di clienti è soprattutto avvertibile nel pomeriggio e, anche tenendo conto delle alte temperature, riguarda soprattutto gli anziani. Credevamo che la chiusura fosse più breve. Si tratterà pure di lavori essenziali, ovvio, ma, intanto, ci penalizzano molto». È meno pesante, invece, per il ristorante giapponese “Oishi” l’impatto della chiusura della via sull’andamento degli affari: «Non molto, ma un lieve calo lo avvertiamo. Nel complesso, però, la chiusura di via Marconi non rappresenta per noi un problema grave», dicono, mentre Massimiliano Diana della stazione di servizio Eni di via Crispi non fa certo salti di gioia per i lavori in corso: «La chiusura di via Marconi ci porta inevitabilmente un po’ di disagio in quanto occorre compiere un altro percorso per raggiungerci – afferma Diana –. Essendo il traffico deviato è logicamente molto più complicato quindi arrivare alla nostra stazione di servizio. Anche chi abita a pochi metri da noi deve quindi compiere un itinerario non proprio immediato. E molti dei nostri clienti sono preoccupati per la tempistica dei lavori, visto che si parla di tre mesi, non di qualche giorno. Si tratta infatti di un’arteria molto importante che, chiusa, divide in due la città e intensifica il traffico nelle altre strade principali».
Per Mauro Bardusco, titolare del laboratorio cornici di via delle Monache, «giugno, luglio e agosto sono mesi sempre piuttosto tranquilli e quelli di quest’anno non costituiscono un’eccezione alla regola». «Non ho trovato grandi differenze rispetto allo stesso periodo degli anni passati - nota Bardusco -. Per il momento, a quanto ho modo di verificare, la chiusura di via Marconi non ha quindi influito particolarmente sulla mia attività». Non possono dire lo stesso alla gelateria Boston di via Marconi: «La chiusura ha influito molto sul traffico e, di conseguenza, sul nostro lavoro. Ovviamente, non è colpa di nessuno, ma un disagio c’è. Di lamentele ne riceviamo, soprattutto da parte di chi abita nella zona. Inoltre, devo dire che purtroppo non siamo stati avvisati della chiusura della strada con un anticipo adeguato. Di quanto è il calo di lavoro in questo periodo? No, non lo posso davvero quantificare. Comunque, credo che non tutte le attività commerciali della zona risentano dei lavori alla stessa maniera».
La pasticceria Cidin, per esempio, della chiusura di via Marconi, non risente per nulla: «No, non abbiamo avuto nessun calo», affermano dalla pasticceria, continuando a sfornare torte e altre ghiottonerie in barba al caldo torrido e ai lavori che, nel frattempo, senza sosta, proseguono. –
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