I fedeli tornano a pregare nei Centri culturali islamici di Monfalcone

«La preghiera è utile, non può arrecare danni. È un bene per questa città, un bene per il Paese e il mondo. E noi andiamo avanti, comunque. A testa alta, perché non abbiamo nulla di cui vergognarci». Sempre, al termine di un pensiero significativo, Bou Konate, intercala un Inshallah, se Dio vuole. Anche nel ripercorrere la vicenda che soltanto 24 ore prima di queste sue parole ha visto annullare dal collegio giudicante del Tar le due ordinanze dirigenziali emesse il 15 novembre dal Comune di Monfalcone, che di fatto avevano congelato l’impiego degli spazi interni di via Duca d’Aosta per il raccoglimento di massa. «Allah ci ha messo alla prova e noi abbiamo fatto la nostra parte», scandisce davanti alla comunità musulmana, tra la quattro mura del centro culturale Darus Salaam, che presiede a titolo onorario. Un luogo dove ieri alla spicciolata, a partire da mezzogiorno, si sono date appuntamento centinaia di persone, su più turni, per salmodiare le salāt del venerdì, giorno sacro ai musulmani. Servizio di Tiziana Carpinelli, video di Daniele Tibaldi

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