I giovani: vorrà dire che andremo a Monfalcone

I frequentatori dei locali pronti a trasferirsi pur di non privarsi del divertimento
In molti non la vogliono nemmeno commentare. Secondo i giovani, la chiusura dei bar entro mezzanotte o l'una, così come potrebbe essere previsto da una futura ordinanza comunale di cui tanto parlare si è fatto in questi giorni, non è minimamente accettabile. «È inutile parlare ancora di questa idea - mormora qualcuno - è fuori da ogni logica, cerchiamo di essere seri». Qualcun altro, poi, mette in evidenza il fatto che la proposta emerga proprio ad agosto, il periodo normalmente consacrato alle serate da trascorrere fuori casa. «A novembre o a dicembre un'iniziativa di questo tipo avrebbe fatto molta meno sensazione. Parlarne in queste settimane, invece, vuol dire rasentare il paradosso: tutta Italia è in piazza a bere e a stare in compagnia e noi studiamo come fare per non rendere possibile tutto questo». Non manca, poi, chi, toccando anche lo scottante tema-schiamazzi, sottolinea che il classico giro di vite, in questo momento, non serve a molto.


«I problemi emersi in questi mesi non sono dettati da fattori tecnici, come può essere l'orario di chiusura di un locale, ma, molto più semplicemente, sono dovuti alla mancanza di educazione di poche persone». Non generalizziamo, sembrano dire, dunque, i ventenni della città che, come spiegano, già trovano a Gorizia un offerta di locali pubblici sostanzialmente inferiore a quella di tante altre città. «Senza andare a Trieste o Udine, già Monfalcone è molto diversa e, se davvero questa proposta verrà attuata, vorrà dire che ogni sera ci saranno le file di auto che imboccheranno il raccordo autostradale o il Vallone». Non manca, poi, chi, frequentando i locali spesso additati come princiapli fonti di rumori molesti, prende con decisione le loro difese. «Quello che si dice e si scrive sugli schiamazzi è esagerato: conosco bene i bar che normalmente finiscono nell'occhio del ciclone e posso dire che in altre città, come Padova o Bologna, non desterebbero la benchè minima preoccupazione». E con i residenti che vanno a parlare con sindaco e questore come la mettiamo?


«Gorizia è cambiata molto nel giro di poco tempo, basta pensare ai bar che in questi anni, aprendo, hanno animato la zona corso Italia-corso Verdi - osserva un giovane - e c'è chi non si è abituato: mettersi a fare la guerra contro questo sviluppo della città, però, è da pazzi». Parole alle quali subito si aggancia chi, fresco reduce delle vacanze, vuole raccontare ciò che ha visto con i suoi occhi. «A Barcellona c'è un intero quartiere dove bar, locali e discoteche non chiudono mai, sono aperti ventiquattro ore su ventiquattro; forse noi, che qui parliamo di Europa dalla mattina alla sera, dovremmo riflettere meglio su tutta questa storia che, a mio avviso, non è assolutamente un problema». Più di qualcuno, poi, volge lo sguardo subito oltre il confine, in direzione della gettonatissima spiaggia di Nova Gorica che ai giovani italiani piace moltissimo.


«Non oso immaginare cosa accadrebbe se si decidesse di fare una cosa analoga qui - commentano dei ragazzi - dove, non si capisce perchè, le sagre, affollate da migliaia di persone sono tollerate da tutti senza problemi ma i bar con quattro tavolini all'aperto sembra che nessuno li riesca a digerire». L'ipotesi della chiusura anticipata, insomma, proprio non piace ai giovani, specie a quelli che, contro tutti i pronostici, hanno animato nel corso di quest'estate la città.

Nicola Comelli

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