I locali dell’ex Cassa edile diventeranno centro di lavorazione selvaggina



L’immobile del Comune a suo tempo adibito a scuola per la Cassa edile diventerà un centro per la lavorazione della selvaggina. Il progetto nasce per far fronte all’endemico problema della presenza dei cinghiali, questione che riguarda da vicino le associazioni dei cacciatori.

I contenuti dell’iniziativa sono illustrati in una recente delibera della giunta, dedicata ai nuovi sviluppi dell’edificio che si trova in località Straccis 20. L’immobile non risulta più utilizzato da molti anni e, versando in precarie condizioni, necessita di un intervento manutentivo straordinario, sopratutto per quanto concerne l’adeguamento normativo degli impianti. Questa estate, la sezione di Gorizia della Federazione dei cacciatori della Regione Friuli Venezia Giulia ha manifestato il proprio interesse in merito all’utilizzo del fabbricato, allo scopo di adibirlo a centro di conferimento e lavorazione della selvaggina frutto dell’attività venatoria oltre che come sede dell’associazione. La struttura verrebbe anche dotata di una sala da destinarsi a conferenze, convegni e alla didattica. L’iniziativa si lega all’emergenza cinghiali, segnalata in particolare lo scorso anno, quando la Prefettura ha sollevato alcune problematiche emerse nel corso dei tavoli tecnici sul tema tenutisi nell’ottobre del 2019. Nell’occasione si invitavano gli enti locali alla collaborazione, congiuntamente alle competenti associazioni di categoria, allo scopo di istituire un centro di lavorazione della selvaggina per migliorare il processo di gestione della fauna selvatica nel territorio. Come spiega l’assessore comunale al Patrimonio Francesco Del Sordi: «la riunione è stata fondamentale. Abbiamo capito che i cacciatori locali non hanno degli spazi adeguati, neanche a conduzione familiare. Poi la Prefettura ci ha sollecitato sia per i danni all’agricoltura causati dai cinghiali, ma anche per i problemi di ordine pubblico che causano».

I cacciatori quindi hanno presentato un progetto e l’edificio risulta avere le caratteristiche adeguate per ospitare il nuovo centro per la selvaggina. «I cacciatori si sono già mossi e hanno già dei fondi. La cosa interessante – spiega l’assessore – è che i capi abbattuti potranno essere inseriti in un circuito di vendita ufficiale, un’assoluta novità dal punto di vista regionale. Il nuovo spazio di lavorazione diventerebbe un luogo per gestire animali in modo corretto, sano e sicuro». Sono progetti complicati dal punto di vista sanitario che prevedono un investimento cospicuo, vista la presenza di frigoriferi, abbattitori, dispositivi per la gestione degli scarti e della macelleria. La sede ospiterebbe anche reperti storici e lasciti dell’associazione, una sorta di piccolo museo del settore con documenti che hanno secoli di storia. «Si tratta di un’attività lecita che di sicuro non piacerà agli animalisti ma che cercherà di rendere più sicuro un fenomeno che è comunque presente e va gestito», conclude Del Sordi. —

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