I NUOVI CONSERVATORI
Lo sciopero di ieri dei dipendenti dell'Insiel richiama gli scioperi dei dipendenti Alitalia. Le due aziende in verità sono molto diverse, per business, per mercato, per assetto societario, e versano in condizioni non paragonabili, essendo la compagnia di bandiera in stato comatoso. Tuttavia ambedue sono espressione di quella cultura statalista, ben radicata nel nostro Paese dai tempi delle partecipazioni statali e dell'Iri, secondo la quale in nome di un interesse generale asserito e non dimostrato si devono mantenere sotto il controllo pubblico aziende che operano in settori non strategici, dove ci sono privati in grado di fare meglio e dove la concorrenza è molto agguerrita.
Ambedue, inoltre, escono dalla stessa esperienza: messe in vendita (in parte), tutti gli interessati all'acquisto arrivati all'ultimo miglio si sono ritirati. E con le stesse motivazioni: prezzo troppo elevato e condizioni incompatibili con il prezzo richiesto. Le condizioni riguardano la conservazione dei posti di lavoro esistenti, una richiesta difficile da potere accogliere quando, nel caso dell'Alitalia, vi sono almeno 2500 posti in esubero e, nel caso dell'Insiel, negli ultimi mesi sono stati trasformati in contratti a tempo indeterminato più di un centinaio di precari. Le due realtà aziendali, infine, sono costrette da pressioni e fattori esterni ad uscire dalla posizione di vantaggio (l'Insiel) o dalle coperture salvifiche (il ministero del Tesoro per l'Alitalia). Si potrebbe aggiungere anche che condividono la necessità di migliorare la qualità.
Dal punto di vista umano la protesta dei lavoratori delle due aziende è comprensibile: chi non vorrebbe avere garantito un posto di lavoro assimilabile a quello di dipendente pubblico inamovibile? Dal punto di vista della sua storia, è comprensibile l'impegno che il sindacato mette per difendere le posizioni di chi è già occupato e sindacalizzato. Ma dobbiamo porci da un altro punto di vista, quello del costo per l'intera comunità, compresi gli svantaggiati che non hanno voce o rappresentanza, della tutela di alcuni. In altre parole, quanto costa mantenere questa Alitalia, questo personale di terra e di volo? Quali vantaggi ne derivano per il sistema Italia, sia in immagine che in termini economici? Quali benefici produce per l'intera regione conservare questa Insiel, questo assetto societario e aziendale, questo monopolio che gli enti pubblici sono costretti a subire? Le osservazioni fatte ieri dalla Corte dei conti sulle aziende costruite e controllate dalla Regione, sui loro costi e sulla loro efficienza dovrebbero far riflettere.
Si parla tanto di modernizzare, innovare, rendere competitivo il sistema Friuli Venezia Giulia. Sono parole vuote, fino a che non si mette mano con decisione al funzionamento dei servizi, non si eliminano i piccoli e grandi privilegi di qualche gruppo o addirittura di pochi individui. Il nostro mercato del lavoro non è quello dei paesi sottosviluppati dove una volta raggiunto un posto lo si deve difendere con i denti perché l'alternativa è il nulla. È dinamico e offre molte opportunità per tutti. In ogni caso, con quanto si spende per conservare pochi posti se ne potrebbero costruire un numero maggiore. Poteva essere giustificato il sindacato quando, in una situazione economica incerta e a rischio difendeva a oltranza il posto di chi già aveva un lavoro; ma non ora. Nella società post-industriale cambiano i lavori, nel senso che ogni lavoro evolve e viene svolto con modalità che evolvono continuamente; sorgono nuovi lavori; cambia il senso del lavoro. Un sindacato che conserva il modello industriale è utile per i privilegiati che non accettano il cambiamento ma è inadeguato. E infatti, vive di pensionati, lavoratori pubblici, lavoratori di grandi aziende e perde il contatto con la maggioranza dei lavoratori e con i giovani.
Il caso Insiel è emblematico di questo ritardo del sindacato. Sarebbe responsabilità della politica decidere autonomamente anche senza il consenso del sindacato, perché la politica deve fare l'interesse collettivo. Ho usato il condizionale per un motivo semplice: è stata la politica a creare o ad avallare situazioni come Insiel e Alitalia, per costruirsi attorno parassitismo, clientelismo e facile consenso, e quindi non è detto che sia veramente disposta a cambiare. Può anzi considerare utile avere un sindacato che blocca ogni tentativo di riforma.
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