I nuovi quattro “moschettieri” che si occuperanno dei salumi

Il futuro della Salumi Masè Spa ruota attorno a quattro nomi. Il primo è quello di Dino Fabbro, imprenditore friulano già proprietario della catena di supermercati Di Meglio ma anche amministratore...
Carlo Fulchir imprenditore
Carlo Fulchir imprenditore

Il futuro della Salumi Masè Spa ruota attorno a quattro nomi. Il primo è quello di Dino Fabbro, imprenditore friulano già proprietario della catena di supermercati Di Meglio ma anche amministratore della società di logistica Bts con sede a Rho in provincia di Milano. La Bts ha una sede all’autoporto di Fernetti.

Il secondo nome è quello del presidente dell’Udinese Calcio, Franco Soldati, proprietario di svariate attività imprenditoriali. In realtà è solo legalmente presidente del club bianconero, perchè la società appartine alla famiglia Pozzo. Ma il nome che salta subito agli occhi è quello di Carlo Fulchir, originario di Buja, fondatore della Finmek che nel 2007 era stato arrestato per il crac da un miliardo di euro del gruppo industriale. Il crac della Finmek aveva travolto 11 mila creditori. Fulchir era stato condannato per diversi reati: bancarotta fraudolenta, truffa aggravata, malversazione e appropriazione idebita. Nel dicembre del 2007 aveva patteggiato in Tribunale a Padova la pena di 4 anni e nove mesi di reclusione. Mentre in altri processi avviati nei suoi confronti - per reati analoghi - in Campania era stato assolto.

L’ultimo personaggio è l’assessore alla caccia della Provincia di Udine. Si chiama Luca Marcuzzo. Ha fondato la Stv, azienda di servizio nel settore dei trasporti e logistica. Dal 1989 al 1991 è impiegato, come direttore e responsabile di produzione presso la Eme Ursella di Buja nel settore dell’edilizia prefabbricata. Dal 1991 fino al 2002 si occupa direttamente e a tempo pieno dell’azienda di famiglia che lascia operativamente in occasione della elezione a sindaco di Buja.

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