I pentastellati categorici: «Futuro con le rinnovabili per la centrale di A2A»

Sut, Dal Zovo e Pin rilanciano l’opzione ecosostenibile: «Si seguano le linee guida tracciate dalla Strategia energetica nazionale 2017» 
Bonaventura Monfalcone-25.06.2019 Analisi-Goletta verde-Centrale A2A-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-25.06.2019 Analisi-Goletta verde-Centrale A2A-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Riconversione della centrale termoelettrica ecosostenibile. Lo sottolinea il Movimento 5 Stelle, attraverso il portavoce alla Camera, in Regione e al Comune di Monfalcone Luca Sut, Ilaria Dal Zovo e Gualtiero Pin sul progetto relativo all’area dell’impianto di proprietà di A2A Energiefuture. Ricordano che il ministero dell’Ambiente «ha già bocciato in Sicilia soluzioni impiantistiche che guardano al passato e non al futuro dell’approvvigionamento energetico». M5S rilancia pertanto un futuro con le rinnovabili. I portavoce Sut, Dal Zovo e Pin osservano infatti: «Per la riconversione della centrale a carbone di Monfalcone, il Movimento 5 Stelle auspica una soluzione quanto più vicina alle linee guida tracciate dalla Sen 2017 (Strategia energetica nazionale). In attesa degli sviluppi che emergeranno dal tavolo tecnico tra Regione e Comune, ribadiamo che l’uscita dall’utilizzo di fonti energetiche fossili, che si deve raggiungere entro il 2025, dovrà rispondere a criteri di ecosostenibilità, lontani dall’idea che l’incenerimento o, usando un sinonimo, la termovalorizzazione, sia la giusta strategia per produrre energia elettrica». Il tema riconversione era stato al centro dell’attenzione del MS5 lo scorso aprile, quando una delegazione composta da Sut, Pin e dal consigliere regionale Mauro Capozzella aveva incontrato a Milano i vertici di A2A Energiefuture, che fa capo alla Multiutility lombarda A2A, proprietaria della centrale cittadina.

L’oggetto dell’incontro verteva sulle prospettive di riconversione dell’impianto in provincia di Gorizia. «Siamo fiduciosi sul buon esito della fase di transizione che si prospetta per questo centro di produzione energetica - proseguono gli esponenti pentastellati -. Monfalcone condivide con altre centrali italiane la scelta di un modello alternativo, carbon free, e confidiamo sia incentrato sull’impiego di fonti rinnovabili. Logiche di profitto non devono inficiare la sostenibilità ambientale. Gli impianti fotovoltaici abbinati a sistemi di accumulo di energia rientrano sicuramente tra le scelte possibili».

Il Movimento 5 Stelle preannuncia che laddove si prospettassero ipotesi come quella di alimentare la centrale con combustibile solido secondario (Css), l’opzione «incontrerebbe la nostra contrarietà e, ne siamo certi, degli stessi vertici ministeriali». A rafforzare il concetto è il recente Decreto ministeriale numero 329 del 27/11/2018 a firma del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, attraverso il quale viene espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale e quindi il diniego dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) del progetto di riconversione in termovalorizzatore di Css della centrale termoelettrica di San Filippo del Mela, nel Messinese, anch’essa di proprietà A2A Energiefuture. «È questo il messaggio di cambiamento che vogliamo portare - concludono gli esponenti pentastellati -, verso un’efficienza energetica non più schiava di quelle logiche irrispettose delle istanze ambientali ma che fino a poco tempo fa dettavano le scelte energetiche di questo Paese».—

Riproduzione riservata © Il Piccolo