I perché del “ribaltone” «Debora più presente»

Il centrodestra si interroga sulla sconfitta anche nel capoluogo. Il neoconsigliere del Pdl Ziberna: «All’opposizione senza fare sconti, non ne farò passare una»
Di Francesco Fain e Stefano Bizzi

GORIZIA. «Non ne farò passare una a Debora Serracchiani. Sarò un martello. Oggi giorno incalzerò lei e il governo regionale sulla Pozzuolo, sulla sanità, sul Punto nascita, sulle tante problematiche che riguardano la città e la provincia. Gorizia dovrà essere rispettata e avere ciò che le spetta».

Rodolfo Ziberna, neoconsigliere regionale del Pdl, annuncia che la sua sarà un’opposizione ferma e rigorosa. «Ho sempre pensato - dice - che un bravo consigliere lo si vede quando è nelle fila della minoranza: è lì che bisogna lottare, sudare, combattere. Gorizia va salvaguardata: non è in svendita. Incalzerò la Serracchiani anche sulla sanità. Ho sempre dichiarato che la via giusta sarebbe stata quella dell’Azienda sanitaria unica a livello regionale».

Ziberna, già nelle prossime ore, si dimetterà da assessore comunale. «Rinuncerò da subito all’indennità ma continuerò a svolgere gratis la funzione di assessore comunale sino a quando non sarò proclamato consigliere regionale». Non è l’unico addìo. Per incompatibilità, Ziberna lascerà anche la guida del Consorzio per lo sviluppo del polo universitario e la presidenza sia della Lega Nazionale che dell’Anvgd. «Nei prossimi giorni rassegnerò le dimissioni. Tutto il mio tempo a disposizione sarà dedicato a fare il consigliere regionale».

Intanto, in casa centrosinistra c’è grande euforia. La provincia di Gorizia è stata determinante per la vittoria di Debora Serracchiani. «Nelle province di Pordenone e Udine - spiega il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Giuseppe Cingolani - è Tondo a piazzarsi davanti alla candidata del centrosinistra, rispettivamente con oltre 10mila e 7mila voti in più. Nelle province di Trieste e Gorizia, invece, vince nettamente la Serracchiani, in entrambi i casi con 10mila voti di scarto, con un distacco maggiore a Gorizia. Ma bisogna tener presente che Trieste ha 240mila abitanti e si sono recati alle urne in 97mila, mentre nell’Isontino abitano 140mila persone di cui 63mila hanno votato. La vittoria di Debora Serracchiani nella nostra provincia ha quindi dimensioni clamorose, e senza i voti dell’Isontino avrebbe trionfato il candidato del centrodestra». Attacca l’esponente Pd: «Tondo è stato certamente punito per aver snobbato completamente il nostro territorio. Nessun assessore isontino era presente nella sua giunta, e solo qualche mese fa il governatore ha incredibilmente tradito le promesse fatte nella campagna elettorale del 2008, quando aveva giurato che non avrebbe mai accorpato l’Azienda sanitaria isontina a quella di Trieste. I cittadini isontini hanno dimostrato di avere buona memoria nel momento del voto. È vero che l’Isontino è tradizionalmente di centrosinistra, ma 5 anni fa Illy aveva vinto su Tondo con la metà del vantaggio ottenuto oggi dalla Serracchiani, nonostante un calo dell’affluenza del 22%, e soprattutto oggi la candidata del centrosinistra ha vinto anche nel capoluogo, al contrario di quanto era avvenuto 5 anni fa. Lo straordinario risultato di Debora Serracchiani nell’Isontino è dovuto anche alla vicinanza da lei dimostrata nei confronti del nostro territorio».

Secondo il leghista Franco Zotti l’insuccesso del centrodestra è da imputare proprio al distacco tenuto dal candidato presidente Renzo Tondo nei confronti dell’Isontino. «Tondo - ricorda l’esponente del Carroccio - non è venuto a Gorizia al confronto organizzato al Kinemax. È vero che era giustificato ed è anche vero che è poi venuto in un secondo tempo, ma a quell’incontro era da solo. È troppo facile quando di fronte hai solo amici. La gente vuole il confronto, vuole vedere come te la cavi nei momenti di difficoltà. Lui non ha rischiato e non ha affrontato la piazza. Per quanto mi riguarda, io ho la coscienza a posto. Ho preso un mese di ferie, ho parlato con la gente e ho portato alla Lega solo voti freschi. Devo ringraziare di cuore tutti i 514 elettori che mi hanno dato fiducia. A loro dico: purtroppo non abbiamo vinto».

Tra gli alleati del centrosinistra, la performance dell’Italia dei Valori ha una doppia chiave di lettura: «Il risultato - ammette il segretario isontino Donatella Gironcoli - è innegabilmente poco soddisfacente, però sapevamo che era un momento difficile. Forse modificando il simbolo sarebbe cambiato qualcosa, ma non c’è stato tempo per farlo. In ogni caso i nostri voti, hanno fatto la differenza. Significa che se si rimane uniti si vince».

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