I primi rientri in aula negli istituti superiori: corsi di recupero al via fra varchi e distanze
IL FOCUS
Centinaia di studenti delle scuole superiori oggi rientreranno per la prima volta in classe dopo il lockdown. Sono i ragazzi impegnati nei corsi di recupero, chi non ha raggiunto la sufficienza alla fine dell’anno scolastico scorso.
Banchi distanziati, aule ripensate, talvolta dopo aver convertito laboratori o spazi comuni, e poi entrate e uscite diverse, e gel disinfettanti ovunque. Ogni istituto superiore ha deciso in modo autonomo l’organizzazione dei corsi di recupero: alcuni ragazzi li seguiranno al mattino, altri nel pomeriggio. La grande maggioranza inizierà oggi, qualcuno, come al liceo Dante Carducci, ripartirà domani. Secondo molti dirigenti scolastici sarà un banco di prova, per capire ciò che ancora va sistemato prima dell’inizio ufficiale della scuola, e dove invece tutto è già operativo e funzionante. Ma sarà anche l’occasione per vedere il comportamento degli stessi studenti, che dovranno rispettare tutte le nuove regole imposte. «Sarà sicuramente un test importante – spiega la dirigente dell’istituto Deledda-Fabiani Tiziana Napolitano –: avremo un centinaio di studenti nei corsi e sono state adattate alcune stanze nelle scorse settimane, per far fronte alle nuove capienze indicate. Ad esempio qui da noi la mediateca è diventata un’aula. Per gli ingressi abbiamo preparato alcuni varchi, abbinandoli ai gruppi di ragazzi, in base alla collocazione delle classi. E poi – sottolinea – abbiamo fatto appelli ai giovani, anche attraverso circolari in questi giorni, un invito a osservare con attenzione tutte le novità».
Informazioni veicolate sul sito della scuola, una scelta adottata anche da altri dirigenti scolastici. «Regola zero, la più importante – si legge –: mantenere sempre la distanza di almeno un metro dalle altre persone, indossare sempre la mascherina, tranne quando si è seduti al proprio posto o si fa attività sportiva, lavare e igienizzare spesso le mani, in particolare quando si toccano oggetti di uso comune. Bastano poche regole e un po’ d’attenzione per contenere la diffusione del virus e proteggere noi stessi e gli altri. Confidiamo sul senso di responsabilità di ciascuno e sull’autonomia e andrà tutto bene».
Ma se le scuole superiori, tra spazi e organizzazione, sono già pronte alla ripartenza, per le altre la situazione è ancora in alto mare. Mancano i nuovi banchi, che non è detto arrivino in tempo, e sono in corso anche lavori per la risistemazione degli ambienti, tra pareti nuove, create con il cartongesso in tempi brevi, o demolizioni, per ampliare spazi che altrimenti non avrebbero potuto accogliere un numero adeguato di alunni. Qualcuno intanto ha provveduto allo sgombero e alla rimozione di tavoli, sedie e altre attrezzature diventate ormai inutilizzabili. «I banchi non sono ancora arrivati, in questo momento è difficile avere un piano definitivo dei lavori, alcuni comunque sono in via di conclusione, ma ci vuole ancora qualche giorno per avere un quadro chiaro, sentendo le ditte e gli uffici. Mercoledì pomeriggio (domani, ndr) – annuncia l’assessore comunale all’Educazione Angela Brandi – sentirò in videoconferenza i dirigenti scolastici per fare il punto su tutto, anche sul Sis (Servizio integrativo scolastico, ndr), sulle palestre scolastiche e sulla situazione dell’edilizia leggera». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








