I residenti: Basiol paga un uso scriteriato del piano regolatore

GRADISCA. «Il nostro borgo è soffocato da insediamenti impattanti. Tutti a due passi dalle abitazioni. In tutti questi anni avremmo meritato più attenzione». Questo, in sintesi, il tenore delle...

GRADISCA. «Il nostro borgo è soffocato da insediamenti impattanti. Tutti a due passi dalle abitazioni. In tutti questi anni avremmo meritato più attenzione». Questo, in sintesi, il tenore delle civili ma ferme proteste che i residenti del borgo Basiol hanno manifestato alle istituzioni nel corso dell’incontro pubblico con cui sono state analizzate in particolare due problematiche molto delicate del popoloso rione periferico di Gradisca. Vale a dire l’ampliamento del sito di stoccaggio rifiuti (pericolosi e non) della IdealService in via dell’Industria, e la ben più spinosa e incerta situazione dello stabilimento dell’ex FriulResine, che i cittadini temono non sia stato mai bonificato e anzi contenga ancora materiali pericolosi per la salute oltre che potenzialmente inquinanti per l’ambiente. Lo stabilimento sarebbe stato rilevato da una società lombarda.

Due insediamenti, comunque, che si trovano a pochi passi da una zona residenziale piuttosto affollata. È questo a preoccupare i cittadini. Tanti coloro che non sono voluti mancare all’appuntamento promesso dal sindaco Tommasini (presente anche l’assessore all’Ambiente Giuliani) con il presidente della Provincia Gherghetta e il suo vice, Mara Cernic oltre che con il titolare della IdealService, Enzo Gasparutti. Assenti invece, seppure invitate, le rappresentanze di Ass e Arpa.

Perchè risultava essenziale la presenza della Provincia? Perchè è stato proprio questo ente, in seno e a capo della Conferenza dei servizi, a dare il nullaosta all’ampliamento di IdealService. E ha dovuto farlo nonostante il suo stesso voto contrario, sommatosi a quello del Comune. «Il via libera – ha spiegato Gherghetta – è arrivato per il parere favorevole dei tecnici all’ampliamento e abbiamo dovuto prenderne atto». Rassicurazioni che hanno lenito solo in parte le preoccupazioni e la frustrazione dei cittadini. «La verità – ha affermato un residente – è che il borgo Basiol continua a pagare il prezzo di un piano regolatore scriteriato. Qui c’erano già delle abitazioni e qualcuno negli anni Settanta ha ben pensato di consentire insediamenti di ogni tipo». «Nel raggio di pochi metri – ha fatto eco un altro – abbiamo un sito di stoccaggio rifiuti, le polveri e il traffico della cava ex Mattiroli, gli odori della fabbrica di spezie, uno stabilimento che era considerato fra i più pericolosi in regione (la FriulResine ndr) e come se non bastasse pure l’ipotizzato elettrodotto, con i cavi che passano a cinque metri dalle abitazioni». «Un borgo ormai stravolto» ha aggiunto qualcun altro. È toccato al sindaco fornire qualche precisazione. «Sulla ipotizzata pericolosità dell’ex FriulResine ci siamo attivati con i proprietari per avere rassicurazioni sulla situazione attuale e quella futura. Quanto all’elettrodotto è tutto in alto mare, ma il Comune si è da tempo impegnato affinchè la salute dei cittadini sia tutelata al 110%. Altre soluzioni per migliorare la vivibilità del Basiol sono allo studio, anche per quanto riguarda la cava ex Mattiroli».

Luigi Murciano

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