I residenti degli alloggi di piazzale De Gasperi: «Complesso ostaggio di un gruppo di vandali»

il focus
Estintori scaraventati sulle automobili, porte tagliafuoco prese a spallate e scardinate, fotocellule manomesse per facilitare gli accessi, vetri infranti, cassette della posta e muri in cartongesso danneggiati, contatori della luce spesso manomessi. E poi spaccio, rifiuti abbandonati a terra e atti vandalici continui. Il complesso Ater di piazzale Alcide De Gasperi è ostaggio da oltre due mesi di una banda di giovani vandali, che oramai si è impadronita delle parti comuni: garage, vani di accesso e scale, corridoi, giardino.
E i residenti ne sono certi: «L’incendio del lunedì di Pasquetta ai danni dell’autorimessa è opera loro». Sono ragazzi di età compresa fra i 16 e i 20 anni, non residenti in quell’importante complesso di case di edilizia popolare. Una baby-gang composta da una decina di giovani, che non si fanno neppure remore a filmare le incursioni, gli atti vandalici, il consumo sul posto di stupefacenti, per poi caricare i video come un trofeo sui social media, video in cui alcuni indossano il cappuccio, altri un passamontagna, altri ancora non si fanno problemi a mostrare il loro volto.
Una sfida alla società, alle forze dell’ordine, agli inquilini di quegli alloggi che si sentono impotenti e che nei mesi più volte hanno chiesto l’intervento delle forze di polizia. Ascoltando i loro racconti si percepisce chiaramente che hanno paura e che tra quelle mura non regna più la pace di un tempo. In 170 – gli alloggi che insistono su quel comprensorio sono 180 – hanno già sottoscritto un esposto che oggi verrà inviato a prefetto, sindaco, questore, comandante provinciale dei carabinieri, comandante della polizia locale e alla direzione dell’Ater. Chiedono «un intervento immediato e possibilmente definitivo, atto a risolvere l’intollerabile situazione venutasi a creare».
In quel comprensorio c’era già qualche problema di convivenza per la questione legata ai più piccoli – ragazzini in questo caso residenti, di età compresa tra i 7 e gli 11 anni – che non potendo giocare nel giardino interno imbrattato dagli escrementi dei cani, giocano a pallone nella zona cementata all’ingresso, colpendo talvolta a pallonate vetrate, condizionatori, i tavolini del bar e anche chi a piedi attraversava quegli spazi. Ma da due mesi a questa parte anche per loro il gioco è finito, perché la banda di vandali, intorno alle 17, si presenta nel comprensorio e li fa traslocare su piazzale De Gasperi: li minaccia, li intimidisce. «Dopo una certa ora abbiamo paura di scendere in garage, di rientrare a casa e sistemare l’automobile nel nostro posto macchina, perché ci è capitato di incontrarli anche a tarda sera», racconta un’inquilina che, come altri, nel riportare la sua testimonianza preferisce rimanere nell’anonimato per paura di finire nel mirino dei bulli.
«Girano per le scale, rompono il vetro di ingresso (il riferimento è a quello del portone del civico 3/4) almeno una volta al mese – aggiunge la donna – ed è successo più di una volta di restare senza luce perché loro aprono il vano contatori e abbassano le leve». Insomma, un intero comprensorio sotto scacco di ragazzini balordi, che si trattengono in quegli spazi fino a tarda notte. «In quell’angolo del sottoscala – indica un altro residente mostrando lo spazio che porta all’ingresso dei garage – urinano. Hanno riempito di graffiti i muri del piano interrato, assistiamo anche a episodi di spaccio, e poi sballati compiono i gesti che sono sotto gli occhi di tutti. Siamo fortunati che l’incendio di lunedì pomeriggio non abbia fatto saltare in aria un’automobile».
Un’inquilina sostiene pure di averli visti maneggiare un coltello. In uno dei video che la banda ha postato sui social media, e che sembra dovesse servire poi al montaggio di un video musicale, si vedono otto ragazzi che con atteggiamento strafottente girano nell’ampio garage, che si preparano uno spinello e se lo fumano. Usano tra di loro un saluto che a quanto pare lega la banda: stretta di mano e poi doppio bacio sulle guance. Nei filmati si nota che ripetono questi precisi gesti più volte, quasi un segno di appartenenza al branco.
«Non si tratta di un gruppetto che fa scherzi, che suona i campanelli – sostengono i residenti – ma di una banda organizzata. Ora, anche dopo l’incendio di Pasquetta, speriamo qualcuno raccolga la nostra richiesta di aiuto». —
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