I residuati bellici bloccano il cantiere

Stop ai lavori della nuova sede della Protezione civile nella zona Schiavetti Brancolo. Dal sottosuolo spuntano ordigni
Bonaventura Monfalcone-05.06.2018 Cantiere-Protezione Civile-Via Chico Mendez-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-05.06.2018 Cantiere-Protezione Civile-Via Chico Mendez-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Il nucleo di Protezione civile di Monfalcone non avrà una nuova sede come regalo per i suoi 40 anni di attività, che sta festeggiando in questo 2018. La costruzione della struttura, in via Chico Mendes, nella zona industriale Schiavetti Brancolo, è iniziata regolarmente ad aprile, dopo che il cantiere era stato insediato a fine marzo, per poi presto bloccarsi. La causa? Il ritrovamento di possibili residuati bellici nel momento in cui nell’area di 4 mila metri quadri sono stati effettuati gli scavi per le fondazioni dell’edificio. I lavori si sono quindi fermati e, al momento, non esiste una tempistica certa della loro ripresa e conclusione. «L’analisi superficiale del terreno è stata effettuata, come da prassi e da normativa, senza riscontrare alcuna anomalia – spiega l’assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica Giuseppe Nicoli –. Quando però si è andati in profondità, è emerso l’imprevisto, che stiamo affrontando assieme alla Protezione civile regionale, del resto interessata alla realizzazione di un’opera fondamentale per garantire piena operatività al gruppo di Monfalcone, uno dei più importanti della regione». L’assessore ai Lavori pubblici ha sentito in questi giorni direttamente il direttore della Pc del Friuli Venezia Giulia Luciano Sulli per cercare di velocizzare le indagini e l’eventuale bonifica da parte del Genio civile dell’Esercito. «Ora si tratta di effettuare carotaggi e stabilire come procedere», aggiunge, sottolineando come purtroppo un’area piuttosto estesa attorno al cantiere navale è stata interessata dai bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale. Finora, però, la problematica non era mai emersa nella zona Schiavetti Brancolo. Certo è che l’imprevisto comporterà un netto slittamento dei tempi di realizzazione dell’opera, avviata un paio di mesi fa e che avrebbe comunque dovuto essere completata nell’arco di 365 giorni (cioè un anno). Il lavori sono stati aggiudicati all’Ati con capogruppo la ditta Zanini Antonio di Martignacco (e composta anche da Concreti prefabbricati e Galetto impianti) e il contratto di appalto, del valore di 788 mila euro (l’importo complessivo dell’opera è di 1,2 milioni), è stato siglato a fine febbraio.

Il progetto prevede un edificio articolato su due piani, con un ampio garage per la sistemazione di tutti i mezzi, una sala operativa e uno spazio riunioni per organizzare gli addestramenti. La superficie coperta al piano terra sarà di circa 430 metri quadri, di cui circa 200 destinati ad autorimessa. Al piano terra saranno realizzate zone destinate ai servizi generali quali depositi, magazzini, spogliatoi (uno per gli uomini e uno del per le donne, come i servizi igienici). Il primo piano di circa 190 metri quadri, ospiterà uffici, una sala riunioni e alcuni locali adibiti a servizi vari. Gli spazi esterni saranno divisi in tre aree funzionali: una per l’autorimessa dei mezzi pesanti con accesso sia al piazzale per le esercitazioni sia allo spazio di accoglienza, la seconda di servizio e supporto all’attività dell’ente, ma anche luogo d’emergenza e spazio conviviale di associazione e aggregazione, e infine uno spazio necessario per l’atterraggio di un elicottero in caso di emergenza. Il gruppo di Monfalcone conta un’ottantina di componenti e costituisce una fra le realtà regionali più importanti e complete del settore, ma la collocazione della sua sede, in pieno centro storico, non ne facilita il compito. Assieme alla logistica complessiva, che si riflette sugli aspetti operativo e organizzativo, perché l’aumento di mezzi e delle attrezzature a disposizione ha imposto il ricorso a più basi. La sede è ancora rappresentata da un container, utilizzato nel terremoto del Friuli del 1976 e collocato nella Zona a traffico limitato di via Colleoni, ma una parte dei mezzi è ospitata nel mercato coperto di via della Resistenza, il magazzino trova spazio in due box di via Biancospino e i mezzi nautici sono ormeggiati alla società nautica Timavo. La nuova struttura operativa sarà invece vicina alla strada provinciale 19 e quindi alla rete stradale sovracomunale e quindi il nucleo cittadino di Protezione civile potrà essere operativo in tempi minori.

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