I sei gradoni del mandracchio all’esame della Soprintendenza

Tutto da accertare, ma sembra che risalgano a fine ’800. Chiesto a IrisAcqua di studiare una soluzione alternativa per le tubazioni. Rischio ritardi per il cantiere
Antonio Boemo

Antonio Boemo / GRADO

I responsabili della Soprintendenza hanno effettuato ieri il previsto sopralluogo per verificare il ritrovamento fatto durante gli scavi, ovvero dei 6 gradoni in pietra lunghi circa 6 metri, ma logicamente si sono riservati di dare precise indicazioni dopo aver effettuato le indagini del caso. È tutto ancora da accertare e quindi per forza di cose si deve rimanere ancora in attesa di indicazioni.

Tuttavia è parso chiaro, come precisa l’assessore comunale all’urbanistica e ai lavori pubblici, Fabio Fabris, che si tratti proprio di gradoni che risalgono all’Ottocento, anzi quasi certamente alla fine di quel secolo.

All’epoca pare che attorno al mandracchio vi fossero 3 o forse 4 di queste scalinate formate da gradoni in pietra. Uno probabilmente lungo l’attuale riva San Vito, un altro all’angolo fra riva San Marco e riva Dandolo, un terzo è quello rinvenuto in questi giorni in piazza Marinai d’Italia e forse un quarto anche davanti a piazza XXVI Maggio.

Una cosa è a ogni modo ben chiara: la Soprintendenza ha chiesto a Irisacqua che sta effettuando l’intervento di realizzazione dell’impianto per le acque meteoriche, per eliminare quelle che nel caso di piogge abbondanti si accumulano allagando diverse strade, di studiare una soluzione alternativa al passaggio delle tubazioni. Un tanto al fine di non sovrapporre tubature e gradoni che verranno sicuramente ricoperti ma senza il sovrapporsi degli impianti.

Ciò significa un ulteriore slittamento dei tempi per il completamento dell’opera che si protrae già da tre anni (in parte è stata ritardata dalle limitazioni anti Covid e poi anche per il ritrovamento di una vecchia palizzata in piazza XXVI Maggio).

A ogni buon conto Irisacqua dovrà chiudere tutto il cantiere (compreso piazza XXVI Maggio e riva Camperio) entro il 21 maggio prossimo in modo che per la stagione turistica non ci siano problemi ne per la viabilità e nemmeno per i parcheggi. I lavori riprenderanno in autunno per concludersi – almeno questa è la speranza-previsione – entro il 2021.

In sintesi a oggi mancano, infatti, alcuni collegamenti con la rete esistente (una parte è già stata fatta), il completamento della parte terminale del tubone e finalmente la creazione definitiva del vascone che servirà da serbatoio per raccogliere l’acqua piovana che non riesce a defluire immediatamente.

Intanto è stata pubblicata un’ordinanza dirigenziale con la quale viene concesso alla ditta che sta effettuando l’intervento, fino alla fine di questo mese, il restringimento della carreggiata lungo riva Camperio con l’istituzione del senso unico alternato regolato da semafori e da movieri. Insomma in centro, attorno al porto, ci saranno ancora problemi e rallentamenti per la viabilità. —

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