I sindacati: «Difendiamo l’innovazione e il lavoro»
«Purtroppo, come sindacati di categoria che si occupa anche dei temi energetici, siamo stati buoni profeti. L’allarme lanciato dal ministro Cingolani sui conti che i cittadini dovranno pagare sulle bollette nei prossimi mesi ed il rischio black-out paventato da importanti ministeri fa esattamente questo: i conti con la realtà! I numeri non sono classificabili politicamente e quando si ha la febbre non serve a nulla dare la colpa al termometro, bisogna chiedersi perché si è malati». Una nota dura quella di Filctem-Cgil, Cisl Reti e Uiltec- Uil che riporta alla realtà i protagonisti del dibattito a Monfalcone non solo sulla riconversione della centrale, ma anche sull’uscita dal carbone prima del 2025.
«Il prezzo del gas – chiariscono i segretari generali – sfiorava già a settembre i 55 euro per megawattora, 5 volte in più della media del 2020, e il prezzo dell’elettricità è di circa 220 euro per megawattora contro una media 2020 di 42 euro. A questo vanno aggiunti i costi dei permessi ambientali che le aziende devono comprare per lo sforamento delle emissioni di CO2 che nel 2020 erano ad una media di 25 euro a tonnellata ed oggi sono triplicati. In Italia, per stare agli obiettivi del Green Deal riconfermati, anzi resi più ambiziosi dal pacchetto clima FIT FOR 55, dobbiamo installare 70 giga watt di potenza elettrica in 10 anni, cioè 7 giga all’anno. Oggi riusciamo a metterne “a terra”appena lo 0,7». —
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