I sindaci: «Specializzandi in aiuto dei medici anziani»
/CERVIGNANO
C’è molta preoccupazione tra i sindaci della Bassa Friulana in merito alla questione dei medici di base. Numerosi professionisti dell’ambito sanitario andranno in pensione o prenderanno servizio in altri luoghi di qui a breve. Una situazione che pone di fronte a prospettive difficili.
In una riunione che si è tenuta giovedì sera, voluta e presieduta dal sindaco di Cervignano Gianluigi Savino, a cui hanno preso parte tutti e diciassette i primi cittadini dell’Ambito socioassistenziale dell’Agro aquileiese, i riflettori sono stati puntati su questi temi.
I sindaci, o per delega gli assessori alla sanità di Aiello, Aquileia, Bagnaria Arsa, Bicinicco, Campolongo Tapogliano, Cervignano, Chiopris-Viscone Fiumicello-Villa Vicentina, Gonars, Palmanova, Ruda, Santa Maria La Longa, San Vito al Torre, Terzo di Aquileia, Torviscosa, Trivignano Udinese e Visco hanno discusso dell’argomento assieme al presidente dell’Ordine dei medici Gian Luigi Tiberio.
Al termine dell’incontro è stata stilata una lista con dei punti programmatici che serviranno come linee guida al fine di far sentire le proprie istanze anche alle istituzioni.
Perché, a detta degli amministratori comunali, è proprio la Regione che deve farsi garante della salute dei cittadini.
Sono due i problemi sul tavolo: la mancanza talvolta di “vocazione” tra i giovani e l’ostacolo rappresentato dalla burocrazia, che troppo spesso è insormontabile.
«A Cervignano tre medici andranno in pensione e nei prossimi cinque anni ne potrebbero andare in quiescenza degli altri, per questo abbiamo interpellato direttamente il presidente dell’Ordine – ha affermato il sindaco Savino –. Particolarmente critica è la situazione nella zona aiellese: sono andati recentemente in pensione il dottor Lanzafame e il dottor Rosolini, che avevano un bacino di pazienti di migliaia di persone nella Destra Torre».
Il sindaco di Aiello, Andrea Bellavite, ha rincarato la dose: «La riunione è stata senza dubbio un passo avanti. Ma non basta. Sarebbe necessaria una pressione più convincente, come portare davanti al palazzo della Regione qualche migliaio di persone private del loro diritto fondamentale o consegnare simbolicamente al prefetto le chiavi del municipio».
Una delle soluzioni che intanto si sta facendo strada sarà quella del “learning by doing” con il giovane medico in formazione, affiancato da un professionista con più esperienza in veste di tutor.—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








