I soci del Duca d’Aosta cambiano strategia

Piano industriale sostenibilità economicamente, prospettiva dell’amministratore unico confermata e ipotesi dell’inserimento di privati per lo sviluppo commerciale. Tutti d’accordo alla fine: ieri la riunione dei soci della consortile “Duca d’Aosta” convocata in municipio dal sindaco Ziberna ha tracciato le linee di lavoro per i prossimi, decisivi giorni, per arrivare pronti e con le idee chiare all’assemblea del 19 luglio.
Il tavolo – composto dai rappresentanti dei Comuni di Gorizia e Savogna, della Camera di Commercio Venezia Giulia, della società Pipistrel e della Fondazione Carigo – ha ribadito all’unanimità che la valorizzazione delle potenzialità dell’aeroporto è strategica per lo sviluppo economico del territorio. «C’è la precisa volontà di far ripartire l’attività aeroportuale al più presto – dice il sindaco Ziberna –, ma con una strategia che ci porti finalmente a programmare e realizzare interventi per un vero rilancio di quella che, per tutti noi, è davvero una struttura fondamentale per il futuro».
I soci si sono trovati concordi sulla necessità di avviare immediatamente un tavolo di lavoro che, con il contributo di tutti, implementi le linee guida del piano industriale già predisposto, che sarà rivisto tenendo fermo l’obiettivo di avere un aeroporto a sostegno del polo industriale aeronautico, ma che contemperi, però, anche potenzialità di carattere turistico e ricreativo. Non solo. Il piano dovrà assicurare la sostenibilità economica dell’operazione. Come? Tra le possibili soluzioni, la Camera di Commercio ha avanzato l’ipotesi di affiancare alla consortile titolare della concessione delle aree una società di gestione mista che veda il coinvolgimento sia degli enti pubblici soci della “Duca d’Aosta”, sia di uno o più investitori privati con le competenze adatte per guidare lo sviluppo commerciale dell’aeroporto. Che, secondo i soci, dovrebbe restare tale (e dunque senza essere “declassato”), per amplificare al massimo l’attrattività industriale del sito e sfruttare le potenzialità turistiche del territorio.
Si lavora poi anche ad alcune soluzioni tecniche da adottare per consentire la continuità operativa della società consortile. Tra queste - ma, al momento, si tratta solo di ipotesi ventilate -, potrebbe esserci la richiesta ad Enac di una notifica che permetta di sospendere il servizio antincendio dopo il 15 luglio, quando il servizio cesserà, sospendendo al contempo solo una parte dell’attività che verrebbe poi riattivata ma mantenendo comunque aperto l’aeroporto.
In ogni caso le parti si dovrebbero aggiornare nuovamente la prossima settimana (forse venerdì), prima della data fatidica del 19 luglio, anche per discutere del nuovo “volto” della consortile. Ieri è stato infatti concordato che qualora alcuni componenti del cda, come effettivamente è emerso, formalizzassero le dimissioni, la soluzione percorribile nell’immediato potrebbe essere quella della nomina di un amministratore unico, che abbia sia competenze in materia aeroportuale sia capacità imprenditoriali. –
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