I volontari erano pronti ma la burocrazia li ha messi fuorigioco

Vilma Belsasso: «Se solo avessimo la possibilità...» Si sono rivelate inutili le chiusure nei lunedì di marzo
Silvano Trieste 13/04/2013 Parco del Castello di Miramare
Silvano Trieste 13/04/2013 Parco del Castello di Miramare

Lavori annunciati ma non ancora partiti. Al parco di Miramare i lavori sarebbero dovuti cominciare i lunedì mattina di marzo, secondo quanto dichiarato a febbraio dalla Soprintendenza, che aveva dato questa spiegazione a chi le chiedeva perché fosse stata introdotta la chiusura settimanale. Ma ora che ad aprile il parco è tornato aperto sette giorni su sette, di lavori pare vederne nemmeno l'ombra. Amara constatazione dei visitatori che, non trovando cantieri aperti, hanno preso carta e penna per chiedere delucidazioni in merito. Così Cristina Baccaran scrive al soprintendente Luca Caburlotto: «Immagino che, visto il tempo piovoso, siano stati rimandati i lavori di manutenzione previsti per i lunedì di marzo, durante i quali il parco sarebbe stato rimasto chiuso proprio per dare spazio ai molti interventi di restauro». Dal suo canto, Caburlotto a Il Piccolo non ha risposto, ma alla visitatrice invece sì: «Il tempo intercorso è stato necessario per avviare tutte le complesse procedure per la progettazione preliminare ed esecutiva, sia architettonica che ingegneristica (previe indagini anche di carattere geologico e botanico e relative relazioni scientifiche), per ottenere le numerose autorizzazioni di vari enti, mettere in atto il controllo contabile, redigere le relazioni della analisi dei costi e dei capitolati speciali d’appalto, effettuare la verifica e la validazione dei progetti secondo le norme vigenti, predisporre ed avviare la messa a bando dei lavori mediante i sistemi previsti dal codice degli appalti pubblici, svolgere le gare, effettuare i controlli sulla regolarità delle imprese vincitrici e redigere infine i contratti, che rimangono sospesi per legge in attesa di eventuali ricorsi».

Secondo Caburlotto, insomma, prima di dare giudizi affrettati, bisognerebbe tener conto che «i lavori sono cominciati sino dall'estate scorsa (al laghetto dei cigni per oltre 50 mila euro) e proseguiranno con il riordino delle alberature e del parterre agli inizi di maggio, espletate le procedure di consegna del cantiere». Ma se finora il tempo è stato impiegato in questo modo, non si comprende fino in fondo perché il parco sia rimasto chiuso i lunedì di marzo: viene il dubbio che sia dipeso dalla carenza di personale, come dicevano originariamente le voci, subito smentite dalla Soprintendenza. Resta poi da capire perché non sono mai stati chiamati i volontari che si erano messi a disposizione per dare una mano. Se in questi giorni Caburlotto non è disponibile perché in ferie, contattata al telefono, la direttrice Rossella Fabiani sì è detta «non autorizzata a rispondere». Gli aggiornamenti arrivano dall'associazione "Città viva", che si era fatta avanti con i suoi 140 volontari. «C'era stato solo un intoppo burocratico – spiega la presidente Vilma Belsasso-: il Comune avrebbe dovuto darci il permesso a lavorare nel parco, area statale e non di sua proprietà. La soprintendenza aspettava i finanziamenti dallo Stato. Poi non abbiamo più saputo niente. Se solo ci dessero la possibilità, saremmo ancora disponibili a migliorare questo prezioso angolo della città».

Elena Placitelli

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