Il 25 aprile ritrova i partigiani tra i relatori ufficiali in Risiera

Per la prima volta dopo decenni, la cerimonia della Festa della Liberazione alla Risiera di San Sabba vedrà la partecipazione, dal palco degli interventi, anche dell’Associazione nazionale partigiani italiani. È la novità principale della celebrazione di quest’anno, che per il resto dovrà nuovamente piegarsi ai diktat pandemici e fare a meno dell’aspetto collettivo, affidando ai media (tradizionali e non) il compito del racconto.
La voce dell’Anpi manca dal palco del 25 aprile triestino da molto tempo: quest’anno il Comune ha deciso di invitare anche l’associazione partigiana a prendere parola. La scelta non è casuale, risponde piuttosto alla volontà dell’amministrazione di chiudere con il Novecento inteso come campo di battaglia politica e partitica.
In questo modo il Comune si inserisce nel solco tracciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la restituzione del Narodni dom alla comunità slovena, nel luglio del 2020.
Il presidente dell’Anpi provinciale Fabio Vallon non può che rallegrarsi del ritorno dell’associazione in uno dei luoghi simbolo della Resistenza, l’unico lager nazista presente sul territorio italiano: «È la prima volta da qualche decennio che veniamo invitati. Io sono troppo giovane per ricordare i motivi per cui non si faceva, ma a mia memoria saranno almeno 20 anni che non avviene, forse anche più». Ora, prosegue lo stesso Vallon, il sodalizio non può che essere soddisfatto per la decisione del Comune: «Chiedevamo da tempo di poter intervenire, perché di fatto Trieste era l’unica grande città italiana in cui non interveniva una realtà che in qualche modo rappresentasse il punto di vista partigiano. Penso all’Anpi ma possono essere anche altre realtà, come l’Istituto storico per la resistenza. Quest’anno ci è stato concesso ed è una cosa di cui siamo molto contenti». L’auspicio di Vallon è che sia l’inizio di una nuova fase: «Speriamo che l’invito venga rinnovato nei prossimi anni. Potremo far venire anche relatori di rilievo, quest’anno interverrò io anche perché sarebbe stato difficile fare altrimenti».
E in effetti la cerimonia di quest’anno sarà obbligatoriamente stringata. In assenza di pubblico, verrà trasmessa sui canali social del Comune e sui media. Interverranno il sindaco Roberto Dipiazza, un sindaco dei comuni dell’altipiano a rappresentanza di tutti, il portavoce Anpi, un rappresentante delle sigle sindacali. Seguiranno le cerimonie religiose. Tra i rappresentanti delle diverse fedi è presente tradizionalmente anche il vescovo.
Verrà a mancare invece, ancora una volta dopo il 2020, la festa di popolo che contraddistingue il 25 aprile all’ex campo di concentramento nazista: da sempre la dimensione corale consente di ravvivare il senso della Liberazione, una forma di esultanza, addolcendo il sentimento del lutto, inseparabile dal luogo. Per assaporarlo ancora bisognerà attendere il 2022. —
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