Il 42° Premio San Rocco assegnato a Marco Menato

Memoria, tradizione e novità. Questo è, senza ombra di dubbio, “Borc San Roc”. E non solo, non tanto, perché così ha scritto il direttore Vanni Feresin nell'introduzione del 27° numero della rivista del Centro Tradizioni di Borgo San Rocco presentata ieri sera nella Sala Incontro. E' memoria, perché nelle sue 96 pagine ancora una volta si trovano preziosissimi frammenti di storia goriziana, nomi e volti conosciuti o inediti, testimoniante importanti di un passato da valorizzare. E' tradizione, perché la rivista nasce e vive innanzitutto per tramandare alle nuove generazioni la cultura e l'essenza stessa di Borgo San Rocco, in primis, e della città di Gorizia in generale. Ed è novità. Perché pure nel 2015, come in molte delle edizioni precedenti, “Borc San Roc” sa rinnovarsi, dimostrandosi al passo con i tempi e capace di incuriosire il lettore.
Il numero 27 – raccontato ieri sera di fronte ad una sala stracolma di persone dallo storico Marco Plesnicar e dal direttore Vanni Feresin – è nuovo innanzitutto nella grafica, arricchita da un tocco artistico che forse nel passato mancava, dato dai disegni e dai capilettera degli articoli realizzati dall'artista Aretha Battistutta. Poi è nuovo nell'impostazione, con i 14 articoli, scritti da giovani autori che si sono affiancati a quelli storici (Vanni Feresin, Cristiano Meneghel, Sergio Tavano, Mauro Ungaro, Liliana Mlakar, Fulvio Alesani, Gabriele Zanello, Federico Bulfone Gransinigh, Giada Piani, Andrea Nicolausig, Diego Kuzmin, Luca Olivo, Giulio Tavian, Gioacchino Grasso e Liubina Debeni Soravito), suddivisi in quattro grandi aree tematiche: Diari, Cronache, Ricerca storica e Arte e musica. Tra gli articoli, le cronache della Grande Guerra tratte dal registro parrocchiale, un focus sull'artista Clemente Del Neri, la storia dell'istituto per sordomuti di Gorizia. E anche uno spazio dedicato al friulano, ed al suo indimenticabile interprete poetico, Celso Macor. Ma Memoria, tradizione e novità sono stelle polari anche nell'appassionata attività di Marco Menato, da quasi vent'anni direttore della Biblioteca Statale Isontina che ieri ha ricevuto dalle mani della presidente del Centro Tradizioni Laura Madriz Macuzzi, della senatrice Fasiolo e dell'assessore comunale Bellan il 42° Premio San Rocco. Introdotto dal professor Silvio Cumpeta, Menato – che ha tra i suoi meriti quello di aver ampliato il ruolo culturale della biblioteca, rendendola punto di riferimento anche per eventi e mostre pittoriche - con grande modestia ha voluto condividere il riconoscimento con i tanti collaboratori che negli ultimi vent'anni hanno lavorato al suo fianco.
Marco Bisiach
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