Il candidato con tre lauree e il doppio test dei fidanzati

C’è chi in passato ha già indossato la divisa. E c’è chi, avendo perso il vecchio lavoro, ne cerca ora uno nuovo. Chi insegue un sogno, chi un’opportunità di carriera, chi la stabilità. Chi addirittura l’amore: è il caso di Francesco, che si è trasferito a Trieste per seguire Roberta, e ieri allo stadio Grezar ha sostenuto, assieme a lei, le prove fisiche del concorso per diventare agente di Polizia locale. Sollevamento sulla sbarra alla spalliera, salto in alto e mille metri di corsa le tre prove affrontate, mentre a luglio è previsto l’appuntamento con l’esame scritto.
Sara e Gioia sono tra le prime del loro turno a uscire dallo stadio, con il respiro ancora corto per lo scatto. Una ha coperto i mille metri in 5 minuti e 10 secondi e l’altra in 5 minuti e cinque, quando il limite per le donne era di 5 minuti e 30, un minuto in più rispetto ai maschi: «È andata meglio del previsto; c'erano poche ragazze, forse perché non siamo in molte ad avere la patente di tipo A».
Sara è entrata nel mondo del lavoro dopo gli studi in Economia aziendale: «Se fossi nata uomo avrei sicuramente intrapreso la carriera militare, sento che quello sarebbe stato il mio percorso. Da donna tuttavia le perplessità e i dubbi erano troppi, così mi sono buttata su altro. Finché è uscito questo concorso: un’occasione unica, dato che tra dieci anni non avrò la possibilità di ripeterlo». Tra i requisiti c’è infatti il limite massimo di età, fissato a 35 anni. «Spero di diventare ispettore capo - scherza -: già che siamo qua tanto vale sognare in grande!».
«Per me avere un lavoro vero sarebbe già un grande passo - interviene Gioia -, non è scontato al giorno d'oggi. Anch’io ho provato diverse strade, dal momento che dopo la scuola non ero interessata all’università, ma ora punto più in alto».
La garanzia di uno stipendio e di un impiego a s tempo indeterminato rappresentano un miraggio per molti dei presenti. C’è chi a soli vent’anni è già chiamato a reinventarsi, avendo perso il lavoro, e chi invece ha già operato nel settore: «Dopo il servizio militare, per tre anni ho continuato a lavorare nell’ambito della pubblica sicurezza - spiega Gianluca -. In seguito mi sono guardato un po’ attorno e ora vorrei rientrare nell’ambito. È un bel lavoro, anche se non è per tutti. A me il contatto con la gente piace, peccato che non si possa dire il contrario, il più delle volte: spesso chi fa parte delle forze dell’ordine non è visto con rispetto. Io cerco di confrontarmi con chi la pensa diversamente da me».
Non è l’unico a subire il fascino della divisa: «Ho fatto dei corsi specifici in Scienze strategiche ed entrare sarebbe un’occasione per applicarle: ho sempre trovato avvincente la pubblica sicurezza», dice Alessandro, tre lauree, rispettivamente in Lettere classiche, Scienze religiose e Scienze politiche.
Triestina lei, abruzzese lui, due lauree in Scienze motorie in due, Roberta e Francesco si sono conosciuti proprio all’università, a Roma: «Poi lui mi ha seguita», spiega lei.
La prova fisica per entrare nella Polizia locale l’hanno appena sostenuta entrambi. E la prospettiva di lavorare assieme, nel caso fossero assunti tutti e due, non li spaventa: «Tanto l’abbiamo già fatto - prosegue Roberta -. Quest’anno abbiamo ottenuto, attraverso il Coni, un impiego nelle scuole elementari come preparatori atletici e insegnanti di educazione fisica. Si tratta tuttavia di un’occupazione temporanea, mentre il corpo di Polizia locale rappresenta un’occasione di stabilità, una vera e propria porta che si aprirebbe, per noi. La prova fisica, per chi ha la nostra formazione, è di certo la più facile: speriamo bene».
E aggiunge, non senza ironia: «Se poi dovesse verificarsi l’eventualità di lavorare assieme anche in questo ambito - conclude l’aspirante agente di Polizia locale -, confidiamo che almeno qualche volta ci assegnino turni diversi!».
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