Il caso dello stop sloveno ai natanti senza targa finisce in Parlamento

Il sottosegretario Di Stefano interrogato alla Camera dal deputato di Fdi Rizzetto «Pronti al dialogo con Lubiana per approfondire il problema»
Lasorte Trieste 18/06/20 - Sacchetta
Lasorte Trieste 18/06/20 - Sacchetta



«Il ministero degli Esteri ha iniziato un percorso di approfondimento della tematica». Così il sottosegretario, Manlio Di Stefano, ha risposto all’interrogazione presentata dal deputato eletto in Fvg, Walter Rizzetto, sul tema del “blocco” dei natanti non immatricolati disposto nei mesi scorsi dalla Slovenia.

«Lubiana sta rispettando le regole europee - ha proseguito Di Stefano nella sua risposta - che prevedono l’impedimento della circolazione in mare (in questo caso sloveno) alle imbarcazioni senza immatricolazione». Da qui la promessa di intercedere nei confronti di Lubiana, per approfondire la questione e, in prospettiva, sbloccare una situazione che rischia di impedire a migliaia di natanti sotto i 10 metri di recarsi nell’altra metà del golfo. «Le acque territoriali sono di sovranità slovena - ha sottolineato ancora Di Stefano - e Lubiana ha assunto questo tipo di provvedimenti per garantire la sicurezza di chi naviga in mare». Nessun margine d’azione da parte dell’Italia dunque? No, ha spiegato il sottosegretario, uno spiraglio esiste e riguarda la garanzia, data da Lubiana, di non voler assolutamente «mettere i bastoni fra le ruote» al traffico marittimo dei diportisti italiani.

Come noto il nocciolo della questione riguarda la decisione, presa da Lubiana lo scorso luglio, di impedire l’entrata nelle acque territoriali slovene di imbarcazioni non immatricolate. Un provvedimento che riguarda tutte quelle barche dalla lunghezza inferiore ai 10 metri e che, appunto, in Italia non necessitano di tale procedimento. Tutte queste imbarcazioni, in base alle nuove regole, non possono approdare nelle località della costa slovena, ma nemmeno possono transitare per le acque territoriali slovene per raggiungere quelle croate. Il motivo di questa stretta improvvisa è da far risalire a un incidente avvenuto nel 2019 a Isola d’Istria che coinvolse una barca italiana di dimensioni inferiori ai 10 metri, pertanto senza né targa né licenza di navigazione. Un fatto che aveva reso difficili le ricerche dei proprietari e dei responsabili. Da lì la decisione di Lubiana di dare attuazione a una legge in realtà già esistente, ma che fino a quel momento non era mai stata applicata. Tale normativa impone a tutti, piccole imbarcazioni comprese, di esibire licenza e targa, documenti non obbligatori in Italia. In caso di mancata esibizione, la multa può variare dai 160 ai 500 euro.

«Una risposta vaga e utile soltanto a prendere tempo», quella del sottosegretario Di Stefano, secondo il deputato friulano di Fratelli d’Italia Rizzetto. «Secondo lui rientra nella sovranità della Slovenia colpire il nostro turismo e segnare ulteriormente i rapporti tra Paesi di confine dell’Ue - tuona Rizzetto -. Se questo governo collaborasse con la Slovenia per tutelare gli interessi dell’Italia, non sarebbe stato assunto un provvedimento avverso e assolutamente ingiustificato che limita il transito di piccole imbarcazioni senza targa. Ma anche in questo ambito, l’esecutivo è immobile e il nostro turismo viene danneggiato ulteriormente in un momento già drammatico per il Covid». Rizzetto, infine, entra nel merito anche della disposizione slovena incriminata. «Tutte le barche sono assicurate - conclude - pertanto in caso di incidente la Polizia ha sempre modo per risalire a chi ne è il proprietario». —

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