Il Centro per anziani di Muggia pronto a riaprire le sue porte

La pandemia aveva costretto il “Dante” a chiudere tre mesi La struttura riparte da domani per tre giorni a settimana «Luogo di ascolto e serenità»

muggia

Dopo oltre tre mesi di chiusura a causa del coronavirus, riapre domani il Centro di aggregazione per anziani di via Dante a Muggia. Saranno tre le giornate in cui sarà inizialmente possibile frequentare il centro: il lunedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30, il mercoledì dalle 15.30 alle 18.30 e il venerdì dalle 9.30 alle 12.30.

«La ripresa delle attività svolte dal centro – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali Luca Gandini – è di grande importanza sia per gli utenti che per le loro famiglie, le quali possono contare su un luogo sicuro in cui i propri cari possano trascorrere del tempo in serenità. Il blocco che si è reso necessario in questi mesi ha inciso profondamente sulla qualità della vita delle persone, in particolare dei soggetti più fragili, come i nostri anziani, per i quali la socialità è un aspetto prezioso».

L’orario verrà prossimamente arricchito con ulteriori aperture, in maniera tale da soddisfare le esigenze dei molti anziani che frequentano abitualmente il centro.

Il Dante, così è chiamato, offre uno spazio per la socializzazione attraverso occasioni conviviali e spazi di ascolto. In tutte le attività proposte è prevista la presenza di un operatore della cooperativa sociale La Quercia, con funzione di supporto alle persone presenti. La struttura di proprietà del Comune è stata infatti concessa in comodato gratuito alla cooperativa con l’intento di creare uno spazio aggregativo e di riferimento per la cittadinanza anziana del territorio.

«Siamo molto felici – ha continuato Gandini – di questa ripartenza che, pur nel rispetto di tutte le prescrizioni previste per queste strutture, è una delle prime del territorio a quanto ne sappiamo. Voglio ringraziare la cooperativa La Quercia e il nostro personale, che si sono spesi in maniera importante per la riapertura, ma anche i nostri anziani, che hanno dovuto affrontare un periodo davvero non semplice, troppo spesso caratterizzato da isolamento e solitudine». —



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