Il centrodestra litiga in commissione Trieste Servizi “rimandata” all’aula
Trieste Servizi torna a incendiare l’aula. Ieri mattina una petizione popolare a favore della costituzione della società in house è stata portata all’attenzione della terza commissione consiliare, presieduta da Massimo Codarin. Presenti le rappresentanze sindacali confederali e dell’Ugl. Dopo un lungo e acceso dibattito, si è deciso di rimandare la questione al Consiglio comunale, auspicabilmente dopo l’estate. Il progetto è una creatura dei consiglieri dipiazzisti Francesco Panteca e Roberto Cason e la petizione è stata firmata da circa 750 lavoratori delle cooperative, convinti che qualora nascesse la partecipata comunale potrebbero essere stabilizzati come dipendenti pubblici. Di tali istanze si è fatto portavoce Damiano Quarantotto, secondo Linkedin imprenditore e consulente aziendale: «Vogliamo che le condizioni dei lavoratori migliorino», ha detto. Secondo Serena Miniussi (Cgil) tuttavia mancano «gli istituti di garanzia» nel piano per Trieste Servizi. «Da mesi attendiamo risposta alla nostra richiesta d’incontro sugli appalti comunali – ha proseguito Miniussi –. L’ente pubblico è tenuto a stabilizzare i lavoratori che abbiano maturato 1080 giorni di dipendenza da quel medesimo soggetto giuridico. Perché ciò non è avvenuto?».
Laura Famulari (Pd), Sabrina Morena (Open) e Cristina Bertoni (M5s) hanno evidenziato come il confronto stesse avvenendo senza che fossero stati resi noti i dati relativi al progetto. Il leghista Bertoli ha tuonato: «Cason, mi sono stufato. Ammesso e non concesso che la società nasca, si dovrà indire un concorso pubblico: nessuno dei precari avrà un posto garantito nella nuova srl». Il patriota Salvatore Porro si è detto «per lo Stato, contro le privatizzazioni». In piazza Unità nel frattempo si stava svolgendo un presidio delle precarie delle scuole dell’infanzia, che sono una ventina e che come ogni estate si sono viste scadere il contratto. —
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