Il centrosinistra riconquista Trieste

Il fronte progressista sfiora il 40% e batte gli avversari Cosolini: «Merito di Serracchiani e del governo della città»
Di Riccardo Tosques

TRIESTE. Prima il sindaco, ora il presidente. Trieste, ancora una volta, si è spostata a centrosinistra. Se Debora Serracchiani governerà la Regione, lo deve sicuramente molto agli elettori triestini. Roberto Cosolini, primo cittadino, ne è perfettamente consapevole. Nonostante a livello nazionale il Pd stia vacillando a vista d’occhio, nel capoluogo i democratici si sono espressi compatti.

«Siamo di fronte a un grande risultato per Trieste», spiega subito Cosolini. «Merito soprattutto di Debora che ha fatto una bella campagna elettorale, le hanno giovato molto la sua autonomia e il richiamo agli elettori affinchè pensassero a scegliere il miglior governatore per la propria regione senza tener troppo conto dei problemi politici nazionali». Ma merito anche del sindaco se, dati alla mano, si vede che a Trieste il fronte progressista si attesta al 39,39% (nel 2008 si raggiunse il 49,54%) superando di oltre 2 punti il centrodestra (che cinque anni fa raccolse il 50,46%). «Sì - ammette il primo cittadino - forse è anche un mio piccolo risultato, se questo deriva dal governare per la comunità, con una buona politica».

A dispetto delle previsioni della vigilia, il movimento di Grillo non ha sfondato. Perché? «C’è stato un fortissimo astensionismo, e questo ha indubbiamente tolto voti di protesta al Movimento 5 Stelle, ma li ha tolti - credo - un po’ a tutti». E il consigliere comunale Stefano Patuanelli non si nasconde certo dietro a un dito. «Avevamo delle aspettative sicuramente maggiori e non dobbiamo né vogliamo nasconderle. Però c’è da tener conto di due cose: innanzitutto era la prima volta che ci presentavamo in Regione, secondariamente va segnalato che a Trieste ma anche a Gorizia abbiamo registrato un riscontro maggiore rispetto alle altre circoscrizioni perché qui siamo presenti nelle amministrazioni comunali». Un discorso di visibilità dunque? «Sicuramente dove operiamo quotidianamente nelle istituzioni abbiamo potuto riscontrare un certo apprezzamento». Ma Patuanelli cosa pensa del voto di protesta abbinato al Movimento 5 Stelle, come evidenziato dal sindaco Cosolini? «Non condivido questa sua affermazione. Noi siamo un movimento politico che fa proposte e chiediamo di poterle portare avanti. Ciò che dobbiamo fare invece è avvicinarci ai tanti elettori che si sono astenuti: evidentemente dobbiamo lavorare su questo aspetto». Felice del risultato raccolto è il capogruppo consigliare di Sel, Marino Sossi. «Questo è il frutto di anni di lavoro nei consigli comunali e a contatto con la gente. Noi abbiamo portato il nostro contributo alla vittoria della Serracchiani: ora ci attendiamo il riconoscimento di ruolo attivo per il nostro movimento». Nonostante la mancata riconferma di Tondo, il pidiellino Piero Camber evidenzia il «dato positivo della fusione tra i voti raccolti da Pdl e Autonomia responsabile», ma anche la confusione che ha generato la presenza di Roberto Dipiazza all’interno della lista Tondo. «So con certezza che diverse persone hanno votato il Pdl dando la preferenza a Dipiazza, il che testimonia come nel Pdl non ci fossero grandi nomi».

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