Il commercio stringe i denti, vola l’edilizia E il saldo aperture-chiusure torna positivo
Da un lato, tra 2020 e 21019, un saldo negativo tra nuove iscrizioni e cessazioni di imprese di 68 unità. Dall’altro una netta inversione di rotta nel terzo trimestre di quest’anno. È la fotografia del tessuto economico della provincia di Trieste scattata dalla Camera di commercio della Venezia Giulia, che regala anche segnali incoraggianti. Da luglio a settembre 2020, infatti, i dati del registro imprese dall’ente camerale evidenziano 229 nuove iscrizioni a fronte di 149 cessazioni, con un saldo quindi positivo di 48 imprese. Un risultato sul quale incide in maniera decisiva il comparto delle costruzioni, forte degli incentivi per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare.
Analizzando il consuntivo del terzo trimestre 2020 e confrontandolo con i dati di quello del 2019, in totale Trieste registra 229 nuove iscrizioni, a fronte di 149 iscrizioni. Le imprese attive passano così da 13.984 a 13.916. La riduzione più significativa riguarda il comparto del commercio al dettaglio e all’ingrosso che registra un saldo negativo di 125 aziende (passano da 3.540 a 3.415), quello dei servizi di alloggio e ristorazione (da 1.627 a 1.607) e dei servizi di informazione comunicazione. Guardando allo stesso segmento temporale, in 12 mesi il settore delle costruzioni registra un tasso positivo di 52 unità, con 48 nuove iscrizioni e 18 cessazioni.
Cosa raccontano, invece, i mesi che hanno seguito il lockdown? Delle 229 nuove iscrizioni, 69 riguardano imprese ancora da classificare (sarà possibile capire a che settore appartengono solo alla dichiarazione di inizio attività). I dati che fanno invece riferimento alle imprese già operative, rivelano un saldo di 41 imprese nel settore delle costruzioni, con 46 nuove iscrizioni e 18 cessazioni, con il numero di imprese attive che passa da 2.523 a 2.564. Positivo il bilancio delle attività di servizi (+8), anche quello del commercio e delle attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (entrambi +7), con solo le attività manifatturiere che fanno segnare un regresso significativo (-16). Il risultato positivo del terzo trimestre 2020, dunque, riesce per la provincia di Trieste ad ammortizzare almeno in parte i saldi negativi accumulati in precedenza.
«Nonostante le difficoltà dovute all’emergenza Covid-19 le imprese stanno cercando di resistere, – commenta Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia – ma è fondamentale che gli aiuti promessi dal governo arrivino subito, altrimenti i dati del quarto trimestre saranno un bagno di sangue». Secondo il presidente «molti cercano di arrivare a fine anno sperando in un supporto dallo Stato che compensi le difficoltà del semi lockdown in atto. Il settore del commercio continua ad essere penalizzato in questo periodo – spiega – proprio perché la concorrenza dei grandi colossi del commercio online stanno distruggendo la rete di vendita».
Quel che è certo, è che il comparto che più di altri sta raccogliendo soddisfazioni è quello dell’edilizia. Basta passeggiare per città per notare l’incredibile numero di cantieri aperti. «C’è persino difficoltà a reperire impalcature, non se ne trovano più – rivela il direttore di Confatigianato Enrico Eva –, ma la crescita del numero di imprese è certamente drogato dalla possibilità data ora dagli incentivi, che nel caso dell’edilizia non sono di tipo assistenzialistico, ma vero volano per l’intera filiera».
Eva fa notare che ci sono anche molte realtà che vendevano prodotti per l’edilizia e che, a loro volta, hanno aperto un’altra impresa per interventi edili chiavi in mano. «Le imprese edili hanno recuperato i due mesi di incassi persi durante il lockdown, – riferisce – speriamo la nuova ondata non blocchi nuovamente tutto». —
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