Il Comune accelera sul market dei poveri

L’emporio della solidarietà potrebbe diventare una realtà a Monfalcone entro l’anno. L’amministrazione comunale è infatti determinata a portare avanti il progetto volendo aprire questo “supermercato” dedicato ai poveri copiando l’esperienza di Gorizia, operativa da due anni e che sta registrando significativi risultati. Si tratta di un emporio dove vengono raccolti prodotti in scadenza o in eccesso dei supermercati, altrimenti destinati ad essere buttati, al quale si accede attraverso una tessera a punti. Le tessere vengono consegnate in base a una rigorosa selezione da parte di un’apposita Commissione che valuta il reale stato di bisogno dei richiedenti. L’emporio solidale verrebbe di fatto a sostituire la modalità presente attualmente in città della consegna delle borse della spesa, permettendo la scelta dei prodotti di cui si ha bisogno. L’idea è di renderlo attivo nel più breve tempo possibile, considerate le emergenze del territorio, alle prese con numerose famiglie in stato di disagio e con l’aumento delle nuove povertà. Il Comune sta lavorando anche per individuare un sito idoneo. Erano già intercorsi a suo tempo colloqui con l’ex Cda dell’Ater di Gorizia per l’utilizzo di un locale situato tra via Roma e viale Verdi, di proprietà dell’Azienda territoriale, con le prime manifestazioni di interesse e disponibilità. Si tratta di uno “sportello” aperto al pubblico una volta la settimana. L’immobile è dotato di adeguati spazi, con la possibilità di ospitare al livello sottostante un magazzino dove situare i prodotti alimentari e gli altri generi di prima necessità. Sono stati anche eseguiti alcuni sopralluoghi e il sito è risultato idoneo, possedendo i requisiti necessari: la posizione dell’edificio, non troppo periferica e di facile accesso, oltre alla congruità delle superfici interne.
L’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, ha osservato: «L’idea sarebbe quella di coinvolgere l’Ater in quello che riteniamo un valido progetto e che potrà avere indubbie ricadute positive per la nostra realtà sociale. Ci sembra opportuno stabilire un rapporto istituzionale con l’ente, a garanzia della stessa fattibilità economica dell’iniziativa». L’intenzione dell’amministrazione sarebbe quella di addivenire a un accordo di programma tra Comune e Ater, al fine di utilizzare una parte dell’immobile, a fronte di un canone di affitto a prezzo “politico”, volendo evitare di drenare risorse destinate al progetto sociale.
Il tutto è ora subordinato al confronto con i nuovi vertici dell’Ater: «Con la riorganizzazione dell’ente, diventato unico in regione - ha spiegato la Morsolin - intendiamo riformulare la nostra proposta, in attesa di ricevere risposta. Confidiamo di poter raggiungere un accordo, che ci consentirebbe di realizzare l’iniziativa in tempi rapidi e soprattutto a fronte di condizioni economiche sostenibili. La sede di via Verdi, peraltro, è sottoutilizzata essendo aperta al pubblico solo una volta la settimana». Comunque vada, l’amministrazione rimane determinata a trovare una soluzione, pronta a sondare tutte le possibili alternative. Il progetto è condotto dall’Ambito socio-assistenziale, di cui capofila è il Comune di Monfalcone. L’operazione rientra nei cosiddetti “Piani di zona”, utili a sviluppare la collaborazione e l’integrazione tra il settore sanitario e quello sociale e di relazione con il territorio e le associazioni. Al progetto si sta lavorando da almeno un anno, con il coinvolgimento di realtà territoriali come la Caritas, la Croce rossa, il Centro Bassa Soglia, per fare alcuni esempi.
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