Il Comune fa ordine sulle colline carsiche Bus, porte d’ingresso e sentieri censiti

Tratti divisi tra corridoi per le 4 ruote oppure per bici e pedoni. Mappatura dei percorsi a seconda del grado di difficoltà
Bonaventura Monfalcone-01.08.2018 Quota 85-Carso-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-01.08.2018 Quota 85-Carso-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Tiziana Carpinelli

È vero: non l’ha chiesto lui. Ma pragmatico, dritto al punto, dopo aver per decenni calcato in testa il berretto dell’Arma l’ex colonnello Antonio Garritani si è infilato stavolta il caschetto per addentrarsi nella trincea dell’Urbanistica, materia ereditata dal dimissionario Giuseppe Nicoli un mese fa. Ha preso in mano faldoni, studiato le carte, passato sotto la lente le soluzioni. Ora ha in mente di traguardare, questione di alcuni giorni ancora, un piano di gestione del Parco del Carso.

Materia avvincente, tutta da esplorare per le potenzialità ricreative e attrattive. Fin qui un territorio libero nella fruizione (e tale resterà), ma suscettibile di riordino. L’indicazione del sindaco è infatti quella di mettere a sistema collina e mare, creando anche un collegamento bus tra le due estremità per portare i visitatori agevolmente sul Carso, attraverso una porta d’ingresso che sarà creata in capo a viale San Marco. «Un’area apposita – spiega l’assessore di Fratelli d’Italia Garritani – delimitata da segnaletica, postazioni per fornire agli utenti informazioni e con possibilità di inserire servizio di ristorazione, nelle forme di un chiosco». Le linee di indirizzo sono tutte contenute in una delibera giuntale, con cui l’esecutivo si prefigge lo scopo di «affrontare, in maniera organica, tutta la strutturazione del paesaggio carsico monfalconese, partendo da una ricognizione normativa di settore, nonché dai necessari approfondimenti delle caratteristiche geografiche rispetto alle varie porzioni di questo territorio collinare». Il metodo è valutare «le priorità di fruibilità per perseguire l’obiettivo di valorizzazione dell’aspetto turistico, ma con l’indispensabile attenzione a garantire la sicurezza dei visitatori, rendendo prioritariamente accessibili i percorsi agli operatori degli enti di soccorso pubblico o formato da volontari strutturati in associazioni di settore».

Fin qui, stando all’esecutivo, la collina carsica «è stata lasciata prevalentemente alla libera frequentazione di cittadini, visitatori, volontari, sodalizi, con conseguenti limitazioni alla qualità della fruizione di questo caratteristico habitat».

Per questo l’ente, che comunque «dal 2016 a oggi ha eseguito opere ordinarie di manutenzione della sentieristica» e proceduto al restauro del monumento della Rocca con la creazione di due spazi di sosta, ha previsto la tracciatura delle piste e dei percorsi ciclo-pedonali, in diretta e complementare connessione con il territorio urbano e i comuni vicini. Ma gli assi fondamentali dell’assetto del Parco, come rimarcato da Garritani, hanno necessità di «essere classificati per ragioni di sicurezza». Sicché gli uffici hanno proceduto a realizzare la mappa di tutti i percorsi, dai castellieri e dallo Sochet fino, all’estremo opposto, al Sentiero della palude, a poca distanza dall’entrata al Lisert. «Le piste sono state suddivise in due macro categorie: quelle percorribili con le 4 ruote, vale a dire dai mezzi per la sicurezza antincendio, della Protezione civile, delle forze dell’ordine e del 118 – spiega Garritani – e quelle raggiungibili solo a piedi. Poi, su una seconda mappa, si è passati al Catasto dei sentieri stessi, individuando tratti, estensioni, particelle e proprietà». Infine la terza cartina, prettamente relativa all’afflusso turistico a piedi o in bici. «Si sono distinti i percorsi a seconda dei criteri di difficoltà: si va dal bianco, categoria “molto facile”, affrontabile anche da persone diversamente abili, dotati magari di attrezzature necessarie, al nero, cioè ad “alto grado di difficoltà”, pericoloso e percorribile solo da atleti e amatori con elevata esperienza a causa dell’importanza del dislivello e del fondo scosceso». Nelle intenzioni dell’ente, infine, «ogni sentiero sarà segnalato, con apposita cartellonistica», così chi vi approda potrà conoscere il livello di impegno necessario e decidere se sarà il caso di cimentarsi nella camminata sportiva o meno. —

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