Il Comune punta al Bonus 110% per le case Ater di proprietà

Il Comune di Monfalcone ora punta alla riqualificazione delle case popolari di proprietà, attraverso il Bonus al 110%, previsto dal decreto 34 del 2020, convertito nella legge 77/2020. L’obiettivo è quello di accelerare le procedure, by-passando l’iter più complesso previsto per le ristrutturazioni pubbliche e sfruttando i vantaggi del Decreto Rilancio. L’amministrazione comunale, nel voler anticipare i passaggi propedeutici alla definizione del progetto all’insegna della riqualificazione energetica, ha analizzato le caratteristiche del patrimonio immobiliare di proprietà, individuando anche le priorità in ordine agli alloggi che più necessitano di interventi. Con ciò approfondendo un aspetto: la condizione per accedere al Bonus 110% è la presenza negli immobili di impianti di riscaldamento, dei quali almeno una parte delle case popolari del Comune non è dotata. Tuttavia, hanno spiegato il sindaco Anna Maria Cisint e l’assessore Paolo Venni, il sottosegretario Vannia Gava s’è impegnata ad inserire un emendamento in tal senso, facendo così rientrare gli immobili privi di centrali termiche. Nel frattempo il Comune anticipa i tempi. Ha acquisito da Ater l’elenco degli alloggi di proprietà affidati all’Azienda territoriale analizzando la situazione generale, considerando anche le aree cittadine di maggior concentrazione degli appartamenti di proprietà. Da qui l’individuazione delle priorità: gli immobili sarebbero situati in via dei Castellieri, nell’area dello Zochet, in via Volta, alcuni in via Romana, nonché in altre zone tra i rioni Aris-San Polo e Panzano.
A questo punto, verrà messa in campo una prima operazione: in settimana sarà approvata in giunta una manifestazione di interesse ai fini della riqualificazione degli alloggi, nella prospettiva quindi di farli rientrare nel Bonus 110% previsto dal Decreto Rilancio. Per la tipologia dell’evidenza pubblica la soglia economica è quella di 10 milioni di euro. La linea, dunque, è tracciata da un primo step, a fronte di un progetto che si intende sviluppare, sulla scorta di quanto è stato effettuato a Marina Julia, un’operazione che ha coinvolto l’intera località con i complessi dei condomini Venus, in fase di completamento, la “Nave” ed Erica. Venni ha osservato: «Stiamo lavorando al nuovo percorso, dopo il progetto “green” che ha interessato la nostra località balneare, volendolo estendere ai condomini e alle palazzine di proprietà del Comune. Le gare per gli interventi di ristrutturazione richiedono tempi molto lunghi, mentre dobbiamo essere più rapidi poiché il patrimonio degli immobili popolari richiede lavori importanti, in virtù dello stato di degrado. Riteniamo sia perseguibile l’opportunità rappresentata dal Bonus al 110% che permette opere radicali e complessive. Per farlo abbiamo voluto partire con lo strumento della manifestazione di interesse con la soglia dei 10 milioni di euro. Contestualmente – ha continuato – il sindaco ha manifestato il problema legato alla copertura con il Bonus al 110% negli alloggi privi di impianti di riscaldamento al sottosegretario Gava, che ha preso l’impegno di presentare uno specifico emendamento».
Cisint ha spiegato: «Abbiamo già un piano di fattibilità tecnico-economica per gli alloggi di edilizia convenzionata e sovvenzionata di proprietà del Comune. Il valore complessivo è di 20 milioni di euro. Ora, seguendo la lista delle priorità, intendiamo partire con la soglia dei 10 milioni di euro, ai fini del bando di gara sfruttando il Decreto Rilancio per la riqualificazione energetica, per il quale in settimana approveremo in giunta la manifestazione di interesse. Si tratta di linee guida all’interno delle quali arrivare a gestire l’intera partita, in vista della modifica della normativa di cui s’è fatta parte attiva il sottosegretario Gava». Il sindaco ha aggiunto: «Come per Marina Julia, dove a breve inizieranno i lavori per la “Nave”, intendiamo perseguire la valorizzazione degli alloggi popolari. L’obiettivo è poter arrivare alla riqualificazione del patrimonio comunale in 2 anni».—
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