«Il Comune riduca l’Imu per le case Ater»

«Confidiamo sulla disponibilità sociale del Comune anche in rapporto alla crisi economica, sociale e occupazionale documentata da Cig, mobilità, chiusura di aziende e licenziamenti nell’Isontino»....

«Confidiamo sulla disponibilità sociale del Comune anche in rapporto alla crisi economica, sociale e occupazionale documentata da Cig, mobilità, chiusura di aziende e licenziamenti nell’Isontino». Questo l’appello del Sunia rivolto all’amministrazione comunale di Gorizia in merito alla scadenza della prima rata dell’Imu. L’auspicio è l’imposta sulle case Ater venga ridotta.

In una nota Sergio Donda, segretario provinciale del sindacato degli inquilini e degli assegnatari di alloggi, sottolinea: «Approssimandosi per il pagamento della prima rata dell’Imu, come Sunia abbiamo preso atto dalla stessa stampa, con soddisfazione, che il Comune pur nelle ristrettezza di bilancio valuterà di abbassare l’Imu per gli alloggi gestiti dall’Ater. Considerando il grande valore sociale della casa, la riduzione dell’Imu per le case Ater, 1.230 alloggi, che interessano a Gorizia a famiglie assegnatarie composte prevalentemente da anziani, pensionati e cittadini con redditi medio-bassi; l’Ater prenderà in considerazione per non aumentare eventuali affitti».

Donda non manca di ricordare che «il Comune applica la più alta aliquota in provincia, contrariamente a Monfalcone che ha ridotto l’Imu non solo per l’Ater ma anche per la prima casa» e infine evidenzia che «nel comune di Monfalcone è stato concluso un bando per un contributo ai proprietari che affittano alloggi con il canone “concordato” con la sottoscrizione delle associazioni degli inquilini e della proprietà privata vigente nei comuni di Gorizia e Monfalcone e che tali associazioni fissano i limiti del canone di affitto e combattono l’evasione fiscale».

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