Il Consiglio si schiera al fianco degli addetti

«Smuovere tutto il territorio per sostenere i lavoratori della Burgo». Questo lo spirito, presentato dal capogruppo di Trieste cambia Roberto Decarli, della mozione sul futuro della cartiera di Duino...

«Smuovere tutto il territorio per sostenere i lavoratori della Burgo». Questo lo spirito, presentato dal capogruppo di Trieste cambia Roberto Decarli, della mozione sul futuro della cartiera di Duino che il sindaco Roberto Cosolini ha fatto propria mercoledì sera in consiglio. Cofirmatari del testo erano altri capogruppo di liste civiche: oltre a Decarli, Patrick Karlsen (Cittadini per Trieste), Cesare Cetin (Trieste adesso), Maurizio Ferrara (indipendente).  Spiega Decarli: «La mozione chiede la collaborazione da parte di tutti i Comuni della Provincia, anche quelli non direttamente interessati. Penso che servirà: i Comuni non hanno direttamente voce in capitolo ma certamente la nostra voce unita si farà sentire più forte rispetto alla sola Provincia o alla sola Duino Aurisina». Ora bisognerà vedere se le altre realtà del territorio, sulla scia di Trieste, adotteranno risoluzioni simili: «Spero di sì, dice Decarli, in fondo questo è lo spirito della futura Uti, un territorio che prende in analisi i problemi collettivamente». La mozione chiede inoltre «al sindaco e alla Provincia di prepararsi a trovare soluzioni lavorative accettabili per i lavoratori. Se le cose dovessero andar male, le istituzioni dovrebbero sostenere queste persone e si creerebbe una situazione difficoltà, oltre che per loro, anche per il resto dei cittadini».

Nel resto della serata, oltre a ospitare una dura discussione sulla Ferriera, i consiglieri hanno votato diverse misure. Tra questi il nuovo regolamento per la toponomastica, l'approvazione di debiti fuori bilancio per oltre 8mila euro e altro. Tra le novità più rilevanti della serata è stato l'annuncio della fuoriuscita del consigliere Andrea Brandolisio dal gruppo del Partito democratico. Il rappresentante approda ora alle fila del gruppo misto. Alla base della sua scelta, spiega il consigliere, non c'è «alcun dissapore con il sindaco o con la maggioranza» ma una valutazione di carattere eminentemente politico: «Da un po' il Pd non risponde più alla mia inclinazione politica, mi ritengo leggermente più a sinistra. La situazione nazionale è cambiata e, visto che si sta aprendo una nuova stagione elettorale, ritengo giusto che i consiglieri si allineino al loro sentire». Altrimenti, aggiunge, «si crea solo confusione: non fa bene a nessuno rimanere in un partito in cui non ci si riconosce, magari senza fare campagna elettorale». (g.t.)

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