Il degrado infinito del rudere di via Carli

L’ex mensa della vecchia fabbrica macchine è diventata una discarica a cielo aperto. E il Comune non riesce a disfarsene



Un paio di sandali da uomo e, poco più in là, alcuni abiti, segno che qualcuno, forse, bivacca di nuovo all’interno. Accanto alle calzature un albero caduto di recente durante una giornata di maltempo. E ancora più avanti interi sacchi neri di immondizie, quel che resta di un letto, avanzi di cibo e bibite, e sacchetti maleodoranti con deiezioni canine. L’ex mensa Crda, quel che resta della vecchia fabbrica macchine, sotto il campo di calcio di via Locchi, è sempre più una discarica a cielo aperto, uno dei tanti beni scomodi passati al Comune di Trieste. E l’assessore al Patrimonio Lorenzo Giorgi ammette senza mezzi termini: «È un pesante fardello, per il quale non c’è una soluzione».

Lo stabilimento è stato chiuso negli anni ’70, la mensa ancora prima, uno spazio un tempo vivace, in grado di ospitare, nei momenti di massimo splendore, anche duemila operai. «È stata messa un paio di volte all’asta ma nessuno è interessato - racconta Giorgi -. Si tratta peraltro di un edificio che per la sua architettura è finito spesso in diverse pubblicazioni. La realtà è che versa in condizioni tragiche, soprattutto l’interno, perché vandalizzato a più riprese e per il deterioramento inevitabile. Il valore è di circa 2 milioni di euro ma è poco appetibile, non solo per la situazione generale, ma perché è “incastrato” tra la piscina Bianchi, il parcheggio di via Carli e altri spazi».

Che i cinque piani del fabbricato fossero frequentati da senzatetto non è una novità. «Lo scorso anno sono stati rinforzati gli accessi, in primavera abbiamo fatto un sopralluogo proprio alla luce delle segnalazioni. Probabilmente con la stagione estiva qualcuno ci è tornato. Faremo di nuovo altri controlli, a breve». E dal muretto che delimita l’area, accanto al parcheggio di via Carli, si notano una rete di un letto e cumuli di immondizie, mentre sopra il muro stesso c’è chi ha lasciato sacchetti contenenti deiezioni canine, per altro presenti anche a terra. Con il caldo l’odore è nauseabondo, mentre poco distante altre immondizie fanno parte del groviglio di rami, cespugli e verde che nel tempo è cresciuto indisturbato. «È inconcepibile che il sito venga scambiato per discarica, quando abbiamo servizi efficienti e gratuiti garantiti da AcegasApsAmga per gli ingombranti. Quanto alle deiezioni canine – sottolinea Giorgi - direi che siamo arrivati a una deriva civica preoccupante, se non si riesce nemmeno a raggiungere un cestino per gettare il sacchetto. In ogni caso - conclude - purtroppo per il futuro della zona credo ci sia ben poco da fare, l’ex mensa Crda resta uno dei miei crucci più grandi, temo che, vista la burocrazia italiana e l’impossibilità di cambiare le cose, l’edificio resterà così, probabilmente fino a quando crollerà». —



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