Il delitto di via del Veltro verso l’archiviazione

il caso
Il caso dell’omicidio del settantacinquenne triestino Libero Foti, il cui corpo era stato rinvenuto nel terrazzo della sua abitazione di via del Veltro 45, si avvia alla chiusura. Il procuratore Federico Frezza ha chiesto l’archiviazione. Il provvedimento è scattato in seguito al decesso dell’indagata, Olena Leri: è la sessantacinquenne ucraina che lo scorso autunno aveva ucciso e occultato il cadavere di Foti, con cui conviveva.
La donna è deceduta il 5 maggio. Lo conferma il certificato di morte trasmesso dalle autorità ucraine alla Procura di Trieste, che ne ha fatto richiesta. Leri, infatti, si trovava a Čerkasy, in Ucraina, il Paese di origine in cui era fuggita dopo aver ammazzato l’uomo.
La sessantacinquenne è spirata a causa di un grave tumore. Era malata terminale e ne era consapevole. Dalle ricostruzioni investigative è emerso che il giorno dell’omicidio la donna era proprio in procinto di partire per raggiungere l’Ucraina. Voleva far rientro a casa per andare dalla figlia e trascorrere assieme a lei gli ultimi giorni della sua vita. La sessantacinquenne ha riferito agli inquirenti (durante una telefonata con il pm Frezza e gli investigatori) che Foti non voleva lasciarla andare. L’uomo, che soffriva di gravi problemi alla vista, avrebbe inseguito la convivente con un coltello. La donna aveva raccontato di essersi difesa colpendo il compagno con una bottiglia in testa e di averlo soffocato con una calza di nylon. Prima di andarsene aveva nascosto il cadavere nel balcone dell’alloggio, infilandolo in due sacchi neri, in modo da ritardarne la scoperta e avere più tempo per scappare.—
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