Il fascino discreto e “clandestino” del porticciolo che attrae le coppiette e tiene lontana la movida

il reportage
Simone Modugno
Le spiagge segrete dove gli amanti si scambiano effusioni lungo la Riva che porta il nome di Massimiliano d’Asburgo-Lorena e di Carlotta del Belgio, protagonisti a loro volta di una romantica e tragica storia d’amore. I camerieri dei ristoranti eleganti, che servono piatti di pesce ai turisti accomodati ai tavoli e portano cibo addirittura sulle barche ormeggiare poco lontano, dove avvocati e commercianti discretamente concludono i loro affari. I ricercatori del Centro internazionale di fisica teorica, che passeggiano al tramonto prima di trovarsi tutti insieme di sera all’Adriatico Guesthouse, dalla cui terrazza si sentono le lingue più diverse. Ecco le tessere che compongono il puzzle del porticciolo di Grignano, appartato ai piedi del castello di Miramare. «La baia più tranquilla di Trieste», come afferma Leonardo mentre dà una mano di impregnante al soffitto del suo furgone - utilizzato come base logistica per le uscite in barca -, prima di consumare un pasto assieme ai suoi amici difronte agli ormeggi.
In quel momento, da un moletto adiacente, escono un uomo e una donna che hanno appena concluso una trattativa, anche se non è dato sapere di che tipo. «Un posto tranquillissimo, un panorama fantastico: il porto più bello di Trieste, anche se meno attrezzato di altri», afferma lui, Maurizio Verrecchia, che possiede una barca di famiglia a Grignano da 20 anni. «Un mondo tranquillo dove ci si fa gli affari propri - prosegue -, lontano dal caos della città e dall'ostentazione di dover essere “qualcuno”. Se mi dessero un altro posto gratis, non ci andrei per nessun motivo».
Più avanti, sul finire del porticciolo, qualcuno approfitta delle ultime luci del tramonto e dei ritagli di tempo dal lavoro per fare lavori di manutenzione sullo scafo. «Un porticciolo fantastico, però alle 21 è tutto già morto, a parte i ristoranti. Sarebbe da favorire il turismo», osserva Luigi Persia mentre si prepara a dare una mano di antivegetativa sulla sua barca. Però, forse, attirare folle di visitatori si rischierebbe di turbare quella quiete che tanto piace a frequentatori abituali e ospiti occasionali, come i due pescatori che, per la prima volta, stanno per gettare la loro lenza a Grignano. «Una buona zona per la tranquillità, ma ancora non sappiamo quanto si pesca», riferiscono mentre allestiscono la loro attrezzatura. Raccontano, inoltre, che esisterebbe una zona sugli scogli delimitata da due linee verdi che indicano lo spazio (auto)riservatosi da un anziano pescatore, che si mette a urlare e a cacciare chiunque lo invada. In effetti, le tracce di pittura esistono. Nessuna prova, invece, dell’esistenza del geloso pescatore.
Soprattutto se quella quiete tanto caratteristica dovesse venire un giorno spezzata, le prime a farne le spese sarebbero le coppiette che sul lungomare si godono assieme il tramonto e il moto delle onde, dalle più giovani a quelle avanti con l’età. Giuliano e Tiziana, oggi verso la settantina, sono tornati in una serata estiva dopo tanti anni a vedere la loro spiaggetta segreta, sulla quale appena maggiorenni «si andava e si faceva di tutto, anche l’amore». Rivedendola dopo tanto tempo, i due non riescono a stabilire se sia cambiata o meno. Ma l’affetto di fondo è rimasto immutato, anche se non sono più in grado di raggiungerla. «Abbiamo scoperto quella spiaggia un giorno per caso - racconta la coppia -, e non abbiamo mai incontrato altre persone».
Anche sull’altro versante di Grignano, tra i due stabilimenti “La sirena” e “La Riviera”, esiste un’altra spiaggia più conosciuta ma altrettanto suggestiva e isolata, dove si trovano spesso coppie appartate. Tra le due spiagge degli innamorati, e al centro della geografia di Grignano e delle sue serate, si trovano invece i ristoranti “Principe di Metternich” e la “Tavernetta Al Molo”. Matteo Martinolli, da 26 anni gestore della “Tavernetta Al Molo”, ogni sera assiste agli splendidi tramonti sul mare e si chiede cosa abbia fatto nella vita per ottenere una tale fortuna, tanto che ormai, a differenza di quando un tempo rientrava in centro città dopo pranzo, rimane al suo locale a intagliare sculture di legno pur di godersi il paesaggio. «La costa più bella dell’alto adriatico», dice Martinolli, che però poi aggiunge che tale luogo esprime solo una parte delle sue potenzialità e viene spesso ignorato dalla politica e dall’informazione. «Oggi siamo conosciuti grazie a trip Advisor e al passaparola – spiega -, mentre prima si passava sulla costiera e Grignano neanche esisteva». La prova tangibile del fascino esercitato da questo angolo di costa triestina? «Eccolo là», conclude il ristoratore, indicando le tante persone che continuamente si alzano dai tavoli del ristorante per scattarsi una foto con il mare di Grignano alle spalle. —
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