Il flop dei “fuochi” innesca la polemica sull’Isola

GRADO. Se la festa popolare del Sabo Grando organizzata dalle associazioni è andata bene, sicuramente male è andata invece per i locali privati che hanno investito molto per programmare la serata, in considerazione del fatto che si poteva suonare e festeggiare fino alle 3 del mattino.
Tutto per colpa della pioggia. Nei ristoranti si è assistito al fuggi fuggi dei commensali. Solo una parte infatti ha continuato la cena grazie ai tavolini al coperto. Buona parte delle attività allestisce grandi aree esterne, con pochi posti all’interno. Ma il flop più evidente, a detta di tanti, sono stati i fuochi d’artificio andati in scena in fretta e furia sotto la pioggia, tanto che a seguirli sono rimasti solo i più temerari. Undicimila euro (9 alla ditta e 2 alla Git per la parte tecnica) buttati in... acqua, è proprio il caso di dirlo. Una cifra che ha il suo peso, anche se per uno spettacolo pirotecnico con i botti alti, visibili da tutti, di soldi ne servirebbero sicuramente di più. Nonostante la pioggia, quindi, i fuochi sono stati sparati con 2 ore di anticipo, per lo più botti a basso raggio che in ogni caso solo gli spettatori appostati lungo la diga, avrebbero potuto ammirare.
C’è tuttavia un altro aspetto da considerare. Quando l’allestimento dell’impianto dei fuochi è completato, se per qualche motivo non si possono sparare subentrano problematiche importanti: è necessario smontare tutto e trasferire ogni cosa in un luogo di sicurezza con il servizio di vigilanza della ditta e delle forze dell’ordine in quanto si tratta di materiale esplosivo. Non si tratta evidentemente di un’operazione facile e rapida.
Intanto a Grado la polemica s’è innescata. «Il flop ai fini turistici dei fuochi d’artificio di “Sabo Grando” ha del clamoroso - ha affermato l’ex consigliere comunale Bonaldo -; chi per testardaggine e pochezza amministrativa, nonostante le previsioni meteorologiche negative e le evidenti condizioni avverse del momento, ha voluto comunque procedere con lo spettacolo pirotecnico (ironicamente definito sui social “fuochiacquatici”), ha la responsabilità oggettiva di aver prodotto un danno economico e d’immagine alla comunità gradese». Bonaldo dice che poco interessa se la colpa è del sindaco, dell’assessore al turismo o di tutta la maggioranza, ciò che risulta grave è «l’arroganza e la superficialità con cui hanno sprecato il danaro pubblico: il fallimento dei “fuochiacquatici” è il fallimento di Dario Raugna e di tutta la maggioranza nell’amministrare una realtà complessa come quella gradese». Immancabile per Bonaldo è il raffronto con Lignano e all’indotto economico che ha prodotto l’evento di Giovanotti: «Oltre alla pochezza di idee dei nostri “bravi mamuli” risulta evidente che ai fini turistici si può e si deve fare di meglio, perché piaccia o no a Raugna, un ospite con la Mercedes sarà sempre e comunque meglio di uno con la bici».—
An. Bo.
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