Il giallo della pista ristretta Un vertice per il Fabretto

Marco Bisiach
“Il campo sportivo Fabretto e il mistero dei centimetri mancanti”. Potrebbe intitolarsi così il giallo sulla curiosa vicenda che vede al centro delle cronache uno dei più importanti impianti sportivi della città, la casa dell’atletica leggera isontina. Le cui piste, a quanto si è appreso, misurerebbero 33 centimetri in meno del necessario, e dunque andrebbero allungate. Ma di questo, nulla si è mai saputo. Per risolvere il caso – e stavolta è certo che il maggiordomo non può aver colpe – non servirà il commissario Maigret o la celebre Angela Lansbury della serie “La signora in giallo”, ma potrebbe essere sufficiente il confronto che riunirà la prossima settimana (forse mercoledì 23) i rappresentanti del Comune, i consulenti esterni che hanno redatto l’ultimo progetto di rifacimento del campo effettuando anche la misurazione “della discordia”, i tecnici della Fidal e, magari, anche i vertici dell’Atletica Gorizia, che al Fabretto si allena.
Proprio dalla società avevano subito manifestato una certa perplessità, apprendendo della necessità di rivedere completamente il progetto di sistemazione dell’impianto. «Possibile che tutte le misurazioni e le omologazioni rilasciate negli anni e nei decenni fossero sbagliate? Esistono verbali sui quali si può fare affidamento, ci si rivolga agli omologatori, perché non vorremmo che un eventuale difetto nelle ultime misurazioni complichi ulteriormente il percorso che dovrà finalmente restituire alla città il “Fabretto”», dice ad esempio il presidente dell’Atletica Gorizia Maurizio Pecorari. E in effetti, a proposito di omologazioni e omologatori, proprio dalla Fidal (la Federazione italiana di atletica leggera) si dicono certi che il “Fabretto” abbia già così com’è tutte le carte, o meglio le misure, in regola. «Il Comune di Gorizia, a fronte degli esiti delle ultime perizie, si è rivolto correttamente a noi per avere ulteriori dettagli e chiarimenti – spiega il presidente regionale Fidal Guido Germano Pettarin –. Stiamo approfondendo per fornire tutta la documentazione necessaria, ma quello che posso dire fin d’ora è che per noi il campo è omologato, e perfettamente regolare. E non parliamo di una sola omologazione e dunque misurazione, ma di diverse, ripetute negli anni e condotte da tecnici appositamente formati».
Il mistero resta, dunque. Come mai i rilievi effettuati dalla società di ingegneria Set Srl di Pordenone hanno dato esito diverso, evidenziando che la lunghezza delle piste è pari a 399,67 metri, inferiore dunque ai 400 metri minimi previsti per l’omologazione? Di qui la necessità di aggiungere 17 centimetri per ciascuno dei due rettilinei. «È l’aspetto che cercheremo di chiarire, ed è per questo che abbiamo convocato l’incontro al campo sportivo – spiega l’assessore comunale allo Sport Stefano Ceretta –. C’è però da precisare una cosa: l’eventuale allungamento delle piste non è certo il problema principale del “Fabretto”, tanto che il costo di questa operazione si aggirerebbe attorno ai 10 mila euro. Se potremo risparmiarli, lo faremo più che volentieri, ma il raddoppio dei costi complessivi (630 mila anziché 330 mila ndr) per sistemare l’impianto è legato alla necessità di rifare completamente le piste, e non procedere solamente al retopping superficiale come si pensava in un primo momento. E questo perché vogliamo tutti un risultato che duri negli anni». –
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